NERETO – Il sindaco di Nereto (Teramo), Stefano Minora, vieta il gioco del pallone e come sospetta ritorsione nella piazza principale della del paese viene danneggiato un monumento di bronzo.
A originare il caso, il provvedimento che vieta tutte le attività ludiche che prevedono il lancio di oggetti, primo fra tutti il pallone, firmato dal primo cittadino “per questioni di tutela del riposo contro schiamazzi e grida, di salvaguardia del patrimonio pubblico e dell incolumità collettiva”.
In base all’ordinanza, nelle piazze Partenope, Ranalli, Cavour e della Repubblica non si potranno dare calci al pallone a meno che, e solo con la presenza dei genitori, si utilizzino palloni leggeri, di spugna o del genere da spiaggia.
Il provvedimento del primo cittadino è stato già bollato come “ordinanza coprifuoco” ma per Minora le cose sono ben diverse.
“Nelle piazze spesso si sono visti giocare fino a tarda ora, con cori da ultras, anche genitori e maggiorenni che in barba al rispetto e al senso civico hanno trasformato i luoghi di aggregazione in veri e propri campi sportivi”, l’accusa.
E la ritorsione non si è fatta attendere, o almeno è questo il sospetto.
Stamane, infatti, il busto in bronzo che raffigura il letterato neretese Ferdinando Ranalli è stato trovato divelto dal basamento, andato parzialmente distrutto.
Un atto vandalico grave che l’amministrazione ipotizza collegato al divieto imposto anche in quella piazza.
Il vandalismo, comunque, è stato immortalato dalle telecamere di videosorveglianza entrate in funzioni da poco in città e i carabinieri della locale stazione sono già al lavoro.
“Non accetto – sbotta Minora – come qualcuno sta facendo sui social network, l’atteggiamento irriguardoso di chi bolla l’ordinanza come limitazione ai ragazzi anziché badare, come un genitore dovrebbe fare, al rispetto della quiete e della pace di chi vive attorno alle piazze ed alla salvaguardia del patrimonio pubblico”.
In attesa che vengano acchiappati i vandali, i ragazzini restano senza calcio.
E sembra già di vederne qualcuno che come il giovane Fabio Cannavaro in uno spot di qualche anno fa, implora il sindaco dal citofono: “Ce lo ridai il pallone?”.





