L’AQUILA – “In questo momento il Paese deve essere unito, solidale e determinato. E deve mantenere la calma nell’affrontare una crisi che ha portato l’Italia nell’abisso”.
Una doccia fredda per molti, con sveglia dai sogni e ritorno alla realtà, le parole del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha tracciato un quadro nerissimo commentando le previsioni del centro studi di via dell’Astronomia.
“Siamo nell’abisso, danni come ai tempi di guerra”, dice Confindustria, mentre proprio oggi comincia la full immersion del presidente del Consiglio, Mario Monti, nel super vertice del Consiglio europeo decisivo per il futuro dell’Unione europea.
La crisi economica “sembra stia diventando più intensa e che si stia allungando nel tempo”, ammette Squinzi, che avverte: “non riconoscere questo dato, o negarlo come forse si è fatto per troppo tempo, e non agire di conseguenza significa scegliere la via del declino”.
Oggi, dice il leader degli industriali, “dobbiamo ribellarci a questa forma di cecità, che non sembra tanto disinteressata” perché ha portato a “salvaguardare previlegi e rendite”.
Per Squinzi c’è “bisogno di una politica vera che sia capace di fissare obiettivi e strategie per ritrovare la realtà della crescita, che è assolutamente fondamentale per l’occupazione”
“Speriamo in buone decisioni dal vertice europeo, forse sull’orlo dell’abisso saremo in grado di dare il meglio di noi stessi”.
I DATI DI CONFINDUSTRIA
Le stime sul Pil sono state tagliate rispetto alle precedenti previsioni: per il 2012 si prevede -2,4 per cento (dal -1,6 per cento precedente); per il 2013 -0,3 per cento (dal +0,6 per cento).
La recessione è “più intensa”, la ripresa è ora attesa dalla seconda metà del 2013.
I conti pubblici migliorano “vistosamente”, ma “si allontana il pareggio di bilancio”, secondo il Centro studi di Confindustria.
Il deficit pubblico nel 2013 sarà a -1,6 per cento del Pil e non a -0,1 come prospettato a dicembre.
Nel 2012 si assesterà invece a -2,6 per cento, in peggioramento di 1,1 punti a causa della crisi.
IL VERTICE EUROPEO
In questi foschi scenari, giro di telefonate tra il premier Mario Monti e diversi leader europei, tra i quali Angela Merkel.
Il premier, che è arrivato a Bruxelles ieri e da stamani è nella sede del summit europeo, riferiscono fonti italiane, ha avuto una serie di colloqui telefonici con Hollande (Francia), Rajoy (Spagna), Merkel (Germania), Di Rupo (Belgio) e con il presidente dell’Eurogruppo Junker.
Leader che ancora non sono arrivati al summit.
Un modo, riferiscono le fonti, “per facilitare un accordo”.






