L’AQUILA – “È ritornato al padre Raffaele Cutolo. Io sono certo che sia in Paradiso”.
Fanno discutere le parole che il sacerdote aquilano Renzo D’Ascenzo affida a Facebook nel ricordare il rapporto con il fondatore della “nuova camorra organizzata”, Raffaele Cutolo, morto il 17 febbraio scorso nel carcere di Parma, a 79 anni. Al lungo post di D’Ascenzo, assistente spirituale per 7 anni presso il carcere di l’Aquila “Le Costarelle”, seguono decine di commenti ma, tra chi si indigna, c’è anche chi difende il pensiero dello stimato sacerdote, esempio di “cristianità e umanità”.
Di seguito il post completo.
“Ho stretto un’intensa amicizia con Raffaele CUTOLO. Viveva nella cella più umida e buia del carcere. SONO DEGLI ASSASSINI, NON MERITANO NULLA. È il ritornello, direi una dottrina, di quasi tutto il personale carcerario, deputato alla riabilitazione umana e sociale di tanti sventurati, vittime di un sistema corrotto. Mi diceva Raffaele LA MAFIA VERA È NEL PALAZZO DEI POLITICI.
E mi ha raccontato di tutto. Storie innominabili, vergognose. Aveva corrotto Direttori delle carceri, tante agenti li aveva scelti tutti. Prigioniero, in realtà era libero di svolgere la sua attività criminale. Processioni di politici imploravano San Raffaele di provvedere ai voti. Cantanti , attori, ecc. Tutti da lui per essere raccomandati. Circa 800 camorristi costituivano la sua squadra personale. Una vera autorità. RAFFAELE, FAI DOMANDA PER POTER PARLARE COL CAPPELLANO. Sistematicamente il colloquio avveniva in una stanza luminosa, dalla quale poteva ammirare il Gran Sasso. La sua stanza era buia. Gli veniva sottratto la luce. La finestra era ostruita. Protestando vivacemente, sono riuscito a fare in modo che dalla finestra filtrasse la luce. Diceva il poeta Ungaretti LA MORTE SI SCONTA VIVENDO. È terribile ricevere sguardi di disprezzo: SONO DEI CRIMINALI!!! È la Costituzione? Il carcere è riabilitativo!!! Sulla carta sì.
“Perché Raffaele non scrivi un libro di memorie, perché la verità trionfi?” Non voglio che altri soffrano come me. “DA 15 anni vivo aggrappato a Dio. Non mi interessa più del mondo esterno.” Quando passavo per dare la comunione, la assumeva stando in ginocchio, con una devozione da lacrime. ” Non voglio don Renzo che mi faccia visita spesso; potrebbero arrestarti, come è successo ad altri sacerdoti. Io lo rassicuravo. Aveva un crocifisso regalategli da Padre Pio, quando era giovane. Gli diceva il Santo. TU FARAI TANTO MALE. Era un uomo divorato dai reumatismi. Soffriva molto. Non protestava mai. In TV hanno parlato della sua pericolosità.
Non ci credo. La sua conversione era autentica. Non negava di aver fatto tanto ma tanto male. Dice San Paolo che, dove abbonda il peccato, sovrabbonda la misericordia di Dio. Il male ti porta ad entrare nel fondo del cuore. O trovi Dio oppure ti suicidi. Raffaele era sereno. L’amore di Dio aveva trasfigurato il suo volto. Mi resta una sua lettera ricca di affetto e di autentica amicizia, oltre ad una sua poesia. Il film più rappresentativo della sua storia è IL CAMORRISTA.
Mi ha raccontato la storia commovente di un gatto che viveva nella sua cella, dove Raffaele aveva un coltello. Quando ispezionavano la sua cella, legava il coltello sotto la pancia del gatto. L’animale usciva dalla finestra e rientrava subito dopo l’ispezione. Raffaele viene trasferito. Lo riconducono poi nella sua cella. Il gatto entra dalla finestra e con slancio raggiunge il suo volto e subito piomba a terra morto. Raffaele piangeva. Raffaele in paradiso? Quando una persona si pente profondamente dei suoi peccati, Dio perdona ed è contento di averla con sé in Paradiso. Il cristianesimo sconcerta, perché l’amore di Dio supera i nostri schemi mentali.
Vorrei però chiarire un fatto: il personale del carcere aquilano l’ho trovato veramente degno, tranne quelli che giudicano con disprezzo queste sfortunate creature, che hanno subito un brutale lavaggio del cervello. Un plagio devastante. Ritengo che uno dei peccati peggiori sia quello di giudicare. Solo Dio conosce il nostro passato è solo Lui può giudicare adeguatamente. “Domani, caro don Raffaele ti ricorderò nella Messa. E tu prega per me. Sono certo che lo farai perché mi hai voluto un bene stratosferico”.






