L’AQUILA – Si allarga l’inchiesta della Procura antimafia dell’Aquila avviata per far luce sulle infiltrazioni della malavita organizzata negli appalti per la ricostruzione.

Nelle scorse settimane, a seguito delle indagini condotte da Guardia di Finanza, Squadra Mobile e Sco, in manette sono finiti l’imprenditore aquilano Stefano Biasini, Antonino Vincenzo Valenti, Massimo Maria Valenti e Francesco Ielo, tutti calabresi: l’accusa per tutti, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, è di aver provato a far sbarcare la ‘ndrangheta nel più grande cantiere d’Europa.

Stando a quanto riporta oggi il quotidiano Il Centro altri dieci abruzzesi sono sospettati di aver tentato di favorire l’arrivo delle cosche calabresi all’Aquila.

Si tratta di persone che al momento non sono state raggiunte da avviso di garanzia ma comunque nel mirino della magistratura inquirente e delle forze dell’ordine.

Il 9 gennaio, intanto, il tribunale del Riesame dell’Aquila si esprimerà sulla richiesta di scarcerazione di Biasini e Valenti.