L’AQUILA – Babbo Natale quest’anno ha mandato in cassa integrazione gran parte degli elfi, e anche le renne sono diventate precarie all’Aquila.

Il fenomeno del momento, la famigerata crisi economica, non ha infatti risparmiato nessuno, specie in una città che fatica a tornare alla propria quotidianità come il capoluogo alle prese con il post-sisma.

Pochi regali, e utili. Questo il verdetto che viene fuori ascoltando gli aquilani alle prese con un’intricata caccia alla strenna.

“Solo generi di prima necessità. Quello che un tempo poteva essere investito in un regalo capace di meravigliare la persona amata, oggi deve, per costrizione, essere impiegato in un dono utile, pratico, perché la disponibilità economica è ristretta e gli ‘sprechi’, oggi, non vanno più di moda”.

Rosa Gielli, intervistata al centro commerciale Carrefour dell’Aquila, ha le idee chiare. Anche lei, come molti italiani che si trovano a fronteggiare la crisi mondiale, ha subito il ridimensionamento del profilo economico, in negativo ovviamente.

“Pochi regali ed economici, da sei o sette euro al massimo – spiega Erminio Guarino, funzionario della polizia penitenziaria in pensione – dobbiamo risparmiare per il prossimo anno, sono troppi i rincari e gli stipendi decrescono, quindi quest’anno mi regalo un po’ di prevenzione”.

“Il mio budget è inferiore a quello dei precedenti Natali – ammette Ermelinda Sapori – quindi spenderò di meno. Il salasso della crisi economica ha contribuito a ridurre ancora i miei risparmi, come se non fosse stato sufficiente perdere la casa con il terremoto!”.

“E anche se avessi avuto più disponibilità – continua – comunque non avrei speso soldi inutilmente. Non mi sembra giusto con questa situazione. I nostri stipendi erano già stati ridotti dall’euro e ora questa manovra finanziaria li sta rendendo ridicoli”.

“Il ‘decreto salva Italia’ ci sta mettendo a dura prova – dice Manuela Scarzetta, lavoratrice – siamo sempre più depressi e scoraggiati. Se il sacrificio dobbiamo farlo, che sia di tutti, non del solito ceto medio-basso”.

“I prezzi sono aumentati – dichiara Luciana Pierangli – e io continuo a incassare lo stesso stipendio che prendevo nel 2005, quindi quest’anno, oltre a farne pochi, regalerò generi alimentari, che sono ‘utili’ ed economici”.

“Pochi regali, da pochi euro ciascuno, e di prima utilità – conferma anche Maurizio Ricciutelli – i prezzi sono aumentati e il budget diminuito”.

“Questo non è uno dei migliori Natali – afferma Maria Diobeti, pensionata e nonna – sotto l’albero metterò solo il necessario, non c’è più spazio per il superfluo”.

Ma c’è anche chi non risente della crisi e delle varie sventure arrivate con il post-sisma.

La giovane famiglia Masci non teme il flop dell’Italia perché ha un posto di lavoro sicuro, ma non per questo sprecherà soldi in regali inutili.

“Il nostro budget è rimasto invariato – spiega la coppia – ma comunque ci limiteremo nelle spese natalizie impegnando i nostri guadagni in regalini modesti e utili. Lavoriamo nel campo della ristorazione e sinceramente non abbiamo visto un grosso calo dell’entrate, anzi, la gente continua a venire normalmente al ristorante”.

Infatti anche il responsabile di mercato del Carrefour, Maurizio Panepucci, non lamenta un calo delle vendite dei generi alimentari.

“Siamo costanti rispetto all’anno scorso – spiega Panepucci – anche se l’aquilano esce dal supermercato con uno scontrino sempre più basso. Per questo Natale non prevediamo diminuzioni delle entrate. I regali acquistati con più frequenza nel nostro punto vendita sono i cesti con prodotti alimentari”. 

“Credo che il dono migliore per questo Natale – conclude Elisa, giovane ragazza alle prese con l’ansia da regalo – sia qualcosa che appaghi, anche solo per la durata della digestione, la mente e il corpo, e che ovviamente sia low cost. Quindi credo che qualche prodotto tipico del notro territorio sia la cosa migliore da lasciare sotto l’albero”.