L’AQUILA – “Nur è un’opera lirica in un atto e si svolgerà in prima assoluta nel più importante Festival di musica lirica, quello della Valle D’Itria di Martina Franca (Taranto), il 21 luglio”.

Ad annunciarlo è l’aquilano Marco Taralli, compositore di musica lirica, famoso in Europa e nel mondo per i suoi lavori e le sue collaborazioni.

L’opera è stata presentata all’Aquila il 21 giugno scorso nell’ambito della Giornata europea della musica organizzata dalla Società aquilana dei Concerti “B. Barattelli” e i “Solisti Aquilani”.

“Ho una doppia responsabilità – dichiara Taralli ad AbruzzoWeb – la prima perché il Festival della Valle D’Itria non ha mai commissionato un’opera prima d’ora. E il fatto che l’abbiano commissionata proprio a me è un motivo di grande orgoglio. La seconda è perché vado a raccontare la prima notte post sisma, la notte del 7 aprile 2009, e da aquilano non posso negare che lo sento come un dovere di cronaca e dovere anche d’artista”.

L’opera è un percorso che conduce da un piano terreno a quello spirituale, è il mezzo per la conoscenza e lo strumento per trasmettere la forza dell’integrazione come genetrice di un mondo possibile.

“L’opera rappresenta un ospedale da campo, la prima notte dopo il terremoto – spiega l’autore – È una sorta di delirio illuminato sull’epopea di Celestino V. I colori foschi e cupi delle prime scene si dileguano nel primo raggio dell’alba. È un’invenzione drammaturgica che disvela i suoi richiami alla vita di Celestino V. Il papa, infatti, accetta di essere Papa, come Gesù Cristo accetta la sua croce, lui abbraccia il suo ruolo per diffondere il messaggio del perdono, aprire la Porta Santa e tramandare il messaggio della tolleranza”.

“Nell’ultima parte dell’atto – continua Taralli – si disvela la facciata della Basilica di Collemaggio, simbolo dell’Aquila, simbolo di Celestino V e del dramma che ha colpito la città”.

Dopo Martina Franca, non si sa se l’opera verrà proposta in altre città, “ma il vice sindaco Roberto Riga – conclude – ha già annunciato la sua volontà di portare lo spettacolo all’Aquila”. Sara Ciambotti