PESCARA – Guai a chiamarli i ‘Negramaro abruzzesi’. Sebbene qualche suono o sfumatura rimandi al gruppo salentino, i Monrò hanno un loro stile musicale ben definito, e si sente.
Melodie pop si mescolano a sonorità rock che sposano perfettamente la potente e graffiante voce di Eugenio Paludi, 27 anni, co-fondatore del gruppo insieme a Cristiano “Cris” Romanelli, (26) al pianoforte e alle tastiere, ai quali si aggiungono Massimiliano “Max” Marchegiani (28) al basso, Stefano Toscano (27) alla batteria, Roberto Mastrogiovanni (26) alla chitarra.
Con un importante contratto editoriale con la LineaDue, casa editrice, tra gli altri, di Max Gazzè e di alcuni album di Nek e Francesco Renga, i giovani Monrò hanno già alle spalle un Ep omonimo e si preparano a inciderne uno nuovo, che uscirà tra qualche mese.
Un periodo felice, dunque, per i cinque pescaresi che per il futuro sognano di vivere di musica e,chissà, una collaborazione con i Foo Fighters. Tanto sognare non costa nulla.
È Eugenio a dar voce al gruppo, stavolta non sul palco ma in un’intervista.
Com’è nata l’idea di formare una band?
La formazione attuale risale al 2009, ma diciamo che dei piccoli Monrò c’erano già nel 2005. Infatti io e Cristiano ci siamo conosciuti allora. Io già suonavo con altri gruppi, lui anche. Da lì abbiamo iniziato a pensare a un progetto musicale insieme, cercando gli altri componenti della band.
Il nome “Monrò” da cosa viene?
Vuoi la risposta che ci faccia fare bella figura, o vuoi la semplice verità? (Ride)
Bisogna essere onesti, non significa nulla. I criteri che abbiamo usato per sceglierlo erano semplicità ed efficacia. E ‘Monrò’ è molto orecchiabile, funziona perché ti rimane in mente.
Nella composizione delle canzoni, nasce prima il testo o la musica?
Siamo io e Cristiano a scrivere i pezzi, ognuno però li scrive solo, a casa propria. Per quanto mi riguarda, di solito parto da una melodia per poi incastrarci un testo.
Quali sono i temi che trattate nei vostri testi?
Principalmente cantiamo l’amore, in tutte le sue declinazioni: gelosia, passione, amicizia e tradimento. Il nostro genere è il pop-rock, quindi coerentemente con questo cerchiamo di scrivere testi che abbiano qualcosa da dire, senza correre il rischio però di apparire ‘cantautoriali’.
C’è qualche gruppo musicale che ha influenzato il vostro sound?
È inevitabile essere influenzati, ognuno ha i propri gusti musicali che condizionano l’attività creativa individuale.
All’interno del gruppo abbiamo gusti diversi. Il chitarrista, Roberto, ama la musica anni 80 alla Toto. Io vengo dal R&B e dal soul, mentre Cristiano, per esempio, ascolta i grandi cantautori.
Molti notano delle somiglianze tra noi e i Negramaro. Questo ci fa molto piacere, li apprezziamo molto, scrivono pezzi innovativi. Però non siamo uguali a loro, la nostra musica è, appunto, nostra. Originale.
Torniamo alla vostra musica. In cantiere c’è un nuovo Ep. Si parlerà anche qui d’amore o ci sarà spazio per altri temi?
Questa volta due pezzi su tre, affrontano altri temi. Chiara è la storia di una ragazza che, nonostante la precarietà che permea la nostra società, riesce a realizzarsi. Insomma, il succo è: ‘se ti impegni ce la puoi fare’.
L’altra è Quando il mondo tace, in cui ho cercato di fissare in musica il ricordo di una persona che non c’è più. Nella canzone scritta da Cristiano intitolata Mentre canto, invece, torniamo a parlare d’amore. Cristiano è bravissimo a scrivere, ha un grandissimo talento. Lui è il vero poeta, io sono solo un artigiano della musica.
Qual è, tra tutte quelle che avete composto, la canzone che vi rappresenta di più?
Sicuramente è Come fai, contenuta nel nostro unico Ep (intitolato Monrò, ndr), che racchiude in sé le sonorità e i tratti che caratterizzano il nostro genere.
Nel vostro futuro, quindi, c’è ancora tanta musica?
Speriamo proprio di sì, anche perché siamo arrivati a un punto della nostra vita in cui abbiamo capito che la musica è quello che vogliamo fare. Abbiamo un buon contratto con un’etichetta editoriale importante, quindi speriamo di proseguire per questa strada.
Dulcis in fundo, un sogno, forse un’utopia. Ma se poteste collaborare con un musicista un giorno, chi scegliereste?
È una domanda difficile, perché non so se riusciremmo a metterci tutti d’accordo su un unico nome. Però posso dire che i tre quinti della band sceglierebbero i Foo Fighters, sono davvero grandi!



