L’AQUILA – I My Distance sbarcano in Europa.

Dal 5 al 13 Maggio, il gruppo hardcore punk aquilano è stato nell’est Europa: nove giorni di tour per dieci date di concerti.

I My Distance sono composti da Federico Venta (basso e voce), Federico Ferrari (chitarra) e Mauro D’Onofrio (batteria), tre ragazzi che non hanno più di 23 anni.

L’etichetta che li pubblica è una delle più famose della realtà underground italiane, la Indelirium Record.

Il gruppo è nato due anni fa dalle ceneri dei “vecchi” Metafora 28, da poco è uscito il loro secondo album Standing against the odds e da meno di un anno sono tornati dal loro primo tour italiano insieme agli Straight Opposition di Pescara.

Questi ragazzi hanno ottenuto un successo dietro l’altro e la conferma l’hanno avuta quando il gruppo di Pescara gli ha chiesto di accompagnarli in concerto una seconda volta, solo che questa volta sono “espatriati”.

“Siamo partiti grazie agli Straight Opposition – dichiara Venta ad AbruzzoWeb – visto il successo del tour italiano hanno deciso di arruolarci di nuovo”.

“Questo è stato un vero e proprio tour intercontinentale – afferma ridendo – poiché in Turchia abbiamo suonato al di là del ponte, nella parte Est di Istanbul”.

Il tour del gruppo è iniziato con la Gracia, per poi spostasi in Turchia, Bulgaria, Romania e infine Ungheria.

“Abbiamo dormito in casa – spiega la voce del gruppo – da tutte persone che si sono rese disponibili a ospitarci e sono state tutte persone squisite, molte capivano anche l’italiano. Della logistica se ne sono occupati gli Straight Opposition, noi ci siamo preoccupati solo di suonare bene e far divertire il nostro pubblico”.

“Abbiamo suonato principalmente in pub e locali underground – aggiunge – durante alcune serate c’era tantissima gente, ad altre davvero poca, ma la serata che non dimenticherò mai è quando abbiamo suonato a Plovdiv (Bulgaria) dove c’erano sì e no 20 persone e ne sembravano 200!”

“In Europa – sottolinea Venta – la nostra musica ha un valore completamente diverso rispetto all’Italia, è ritenuta davvero un’arte e proprio per questo ci hanno dimostrato un affetto e un calore mai visto prima”.

E, infine, alla domanda della redazione riguardo i loro programmi sul futuro, il frontman risponde: “Stiamo lavorando su alcune canzoni che vedranno la luce l’anno prossimo, ma quello che ci preme di più è ripartire per l’Europa il prima possibile!”.