PESCASSEROLI – La sua macchina si è fermata vicino alla roulotte sbagliata. La musica alta ha svegliato Joseph White Kliffors, indiano di 57 anni, che è uscito in strada con un cacciavite da 30 centimetri e ha aggredito i due ragazzi che erano nell’auto.

A Carlo Macro, 33enne originario di Pescasseroli (L’Aquila) quel cacciavite ha perforato un polmone. Vana la disperata corsa in ospedale.

Il giovane è morto così sui colli di Roma, ucciso per una lite su futili motivi. Era stato in giro col fratello ma prima di tornare a casa, verso le 2, i due si erano voluti fermare sul Gianicolo, con la radio ancora accesa e lo sportello dell’auto aperto.

La musica ha però svegliato l’indiano e da lì è scattato il raptus omicida.

L’uomo era tornato a letto quando ha sentito bussare i carabinieri, che lo hanno arrestato con l’accusa di omicidio.

Pescasseroli è sotto shock per questa morte assurda. Carlo tornava spesso al paese dove vive la mamma Giuliana e il fratello Francesco. Il padre Antonio è scomparso qualche anno fa dopo aver costruito a Pescasseroli l’albergo “Il faggio rosso”.