L’AQUILA – È polemica sul Re_ActoFest, il festival di street art organizzato in città dall’associazione Re Acto, in collaborazione con il comitato 3e32, il Comune dell’Aquila e l’Ordine degli architetti, iniziato il 13 settembre, che trasformerà alcune pareti dei progetti C.a.s.e. in giganteschi murales.

È in corso in queste ore infatti, una raccolta firme degli abitanti degli alloggi antisismici di Bazzano, che non sono favorevoli all’iniziativa.

Il festival, alla sua prima edizione, si pone l’obiettivo di portare la creatività in città e di scoprire modi alternativi per pensare il ‘luogo pubblico’ mettendo al centro la socialità e la possibilità di espressione.

Dall’amministrazione comunale sono stati concessi vari spazi della città, tra cui proprio le pareti cieche del progetto C.a.s.e. di Bazzano.

I residenti degli alloggi antisismici hanno inoltre segnalato alla Polizia municipale il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, oltre ad essersi lamentati per non “essere stati ascoltati e coinvolti nella scelta di dipingere le apreti delle palazzine”.

La municipale si è recata sul posto per verificare le condizioni in cui si svolgevano i lavori e la situazione è stata portata anche all’attenzione del consigliere comunale Guido Liris che si è interessato subito del problema. 

“Ho fatto una richiesta di accesso agli atti – afferma il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Guido Quintino Liris ad AbruzzoWeb – per verificare se ci sono state violazione, intanto, in materia di sicurezza. Ci sono regole ben precise su quello che riguarda la sicurezza sul lavoro, soprattutto quando si lavora in altezza e quando c’è occupazione del suolo pubblico. Si è trovata una situazione in cui mancavano dispositivi di sicurezza personale, come caschi protettivi e cinte di sicurezza. In questo momento sono in attesa di una relazione del lavoro svolto dalla municipale e poi, in base a questa deciderò cosa fare”. 

Il consigliere forzista, inoltre, è stato contattato per sottolineare un altro aspetto ritenuto grave dagli abitanti degli alloggi antisismici dipinti dai writers: nessuno degli inquilini sarebbe stato infatti interpellato al riguardo.

“Senza entrare nel merito della questione se questa sia o no arte, molte persone residenti a  Bazzano si sono indispettite per il modo di operare – spiega – Nessuno, infatti, ha chiesto loro il consenso per questo progetto”.

“La domanda che mi è stata rivolta è: ‘perché vengono a fare una cosa del genere senza il nostro consenso?’ qualcuno mi ha anche detto ‘il sindaco ha un bel muro di sua proprietà a disposizione, perché non ha dato il permesso di farlo li?’. Insomma – conclude Liris – gli abitanti del progetto C.a.s.e. si sono sentiti violentati e frustrati. Per forze di causa maggiore si sono trovati a vivere in queste case e questo episodio ha lasciato la sensazione che in un qualsiasi momento potrebbe arrivare chiunque a colorare una parete scelta, senza il loro consenso, per un esercizio di colori”. 

Un duplice problema quello presentato dal consigliere e dagli abitati coinvolti in questa vicenda.

“In questo momento è in corso una petizione per bloccare questo festival. Io mi sono reso disponibile ad ascoltare queste persone per due motivi. In primis come amministratore sono molto preoccupato per la questione della sicurezza sul lavoro – ha spiegato – Ci sono regole che vanno rispettate, devono essere stati richiesti permessi e si doveva seguire un certo iter, come per ogni lavoro di una certa rilevanza. Mi domando: queste documentazioni sono state presentate? In caso di violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro sono previste ingenti sanzioni, e se si dovesse incorrere in queste contravvenzioni, chi risponderà di questa situazione? Chi pagherà queste multe? Chi ha sbagliato dovrà pagare. Inoltre – ha continuato – vedo in questa storia anche un problema politico. Come è possibile che il Comune organizzi una cosa del genere senza chiedere il placet dei cittadini?”

I lavori, comunque, stanno continuando, in attesa di un responso da parte della Polizia municipale e di una replica da parte dell’amministrazione comunale.

“La posizione che ho deciso di prendere in questa questione – ha concluso Liris – è una posizione forte. Reputo questa situazione di una gravità inaudita. Si è agito con arroganza, senza curarsi della violazione della privacy degli abitati di queste C.a.s.e. e senza dare il giusto peso alle norme sulla sicurezza sul lavoro”.