L’AQUILA – Il cantiere per la ricostruzione di palazzo Margherita, il municipio dell’Aquila che si trova nel cuore del centro storico, gravemente danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009, potrebbe aprire entro marzo 2015, sempre che tutto non venga bloccato dai ricorsi.
Il Comune dell’Aquila ha proceduto infatti all’affidamento definitivo dell’appalto, dopo che la prefettura, a seguito della verifica dei requisiti della Samoa Srl di Salerno, azienda che si è aggiudicata la commessa in via provvisoria a fine maggio, non ha avuto nulla da eccepire.
È un appalto dal valore di 11,7 milioni di euro, divenuti 8,9 con il ribasso del 26 per cento. I fondi sono disponibili già dal 2010, stanziati dall’allora commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, a cui si sono aggiunti nel 2012 i 5 milioni della donazione di Federcasse Bcc.
La determina di affidamento dovrà concludere l’iter con un ultimo passaggio all’Ufficio ragioneria, per un’ulteriore verifica finanziaria, e con la comunicazione alle 12 aziende che hanno partecipato al bando di gara, e che hanno diritto all’accesso agli atti per eventuali ricorsi al giudice amministrativo, nel caso reclamino l’illegittimità nell’affidamento.
Ipotesi che non sembra affatto remota, visto che, all’indomani dell’aggiudicazione provvisoria, sono già state inoltrate le prime richieste di accesso agli atti di gara.
Formalizzato l’affidamento definitivo, la Samoa avrà 30 giorni di tempo per presentare il progetto esecutivo, e una volta avuto l’ok, potranno aprire i cantieri.
Ad AbruzzoWeb esprime soddisfazione Pietro Di Stefano, assessore comunale alla Ricostruzione.
“Spero che tutti fili liscio e che non ci siano riocrsi a ritardare l’iter. È infatti di enorme importanza restituire alla città nel più breve tempo possibile la sede istituzionale del Comune – spiega – e non solo, anche spazi perché, con la futura realizzazione della sede unica, palazzo Margherita potrà ospitare, nei locali una volta occupati dagli uffici, anche sportelli informativi, sedi di associazioni e spazi da destinare ad attività culturali”.
Anche per la “sede unica” comunale, che dovrebbe sorgere nell’area dismessa dell’Autoparco, vicino alla stazione ferroviaria e alla Corte d’Appello, sono già stati assegnati ben 35 milioni di euro dalla delibera Cipe 135 del 2012 e si sta procedendo a mettere a punto il bando di gara internazionale di progettazione. Filippo Tronca
Costruito nel XIII secolo, per quarant’anni palazzo Margherita è stato il “cuore” dell’amministrazione comunale, nonostante sia ancora in corso un vecchio contenzioso con la Provincia dell’Aquila, che ne rivendica la proprietà dal 1974.
Nel 2011 la Cassazione ha dato torto all’amministrazione provinciale, ma l’attuale presidente, Antonio Del Corvo, ha promosso un nuovo ricorso con una procedura molto rara.
Già sede del Capitano Regio, l’immobile fu destinato a essere residenza della duchessa Margherita d’Austria, figlia naturale dell’Imperatore Carlo V, nominata governatrice dell’Aquila dal Re Filippo II, suo fratellastro, di qui il nome.
I lavori furono appaltati dall’amministrazione civica nel 1573, che volle così attuare il progetto dell’architetto Giovanni Pico.
I primi contrasti tra Comune e Provincia risalgono al 1838, anno in cui la Provincia finanziò i lavori necessari per adibire lo storico edificio a palazzo di Giustizia, più precisamente, a sede della Gran Corte Civile e Criminale competente per i Tre Abruzzi.
Gli uffici giudiziari sono rimasti lì fino ai primi anni ’70, quando vennero trasferiti nella nuova sede, sempre di proprietà comunale, di via XX settembre, anche questa oggi in fase di ricostruzione post-sisma seppur tra mille guai burocratici.
Non a caso uno storico bar in corso Umberto, proprio accanto a palazzo Margherita, si chiamava fino al 6 aprile 2009 “Bar del Tribunale”.
Subito dopo che il Comune capoluogo ebbe recuperato il palazzo come propria sede ufficiale, la Provincia dette avvio alla vicenda giudiziaria, nel corso della quale il Tribunale sentenziò, nel 1983, in favore della Provincia, condannando il Comune allo sgombero dell’ edificio.
L’appello del Comune, rappresentato come anche in primo grado dall’avvocato Egidio D’Angelo, al quale nel corso del tempo sono succeduti gli avvocati Luciano Torelli e, da ultimo, Domenico De Nardis, ha indotto la Corte d’Appello, con la sentenza del 2005, a ribaltare la sentenza di primo grado, assegnando palazzo Margherita all’amministrazione civica.
La Corte di Cassazione 3 anni fa ha confermato in maniera definitiva (almeno in teoria) quella decisione, in attesa della prossima puntata.



