L’AQUILA – “A novembre contiamo di aprire il cantiere di ricostruzione di palazzo Margherita. Ho ricevuto rassicurazioni dal Genio Civile e mi fido”.

Lo annuncia ad AbruzzoWeb l’assessore comunale alla Ricostruzione dell’Aquila Pietro Di Stefano, sbilanciandosi ancora una volta sul possibile avvio dei lavori a palazzo Margherita.

Si tratta del quinto avviso di questo tipo, già arrivato solo quest’anno nei mesi di gennaio, maggio, giugno e luglio.

Ma a paralizzare l’avvio dei lavori ci si sono messe le pastoie burocratiche, contro le quali lo stesso Di Stefano ha pesantemente polemizzato.

Nei giorni scorsi ha denunciato la “pachidermica lentezza” del Genio Civile, facendo notare che “abbiamo depositato il progetto il 18 luglio scorso, con un sollecito a settembre, e ancora non riceviamo alcuna risposta”.

Altro elemento di dilazione dei lavori, il passaggio del tunnel intelligente dei sottoservizi intorno all’edificio, con l’installazione nel sottosuolo dei prefabbricati per le reti elettrica, idrica, fognaria, telefonica e Internet.

Un’operazione che la scorsa primavera ha creato polemiche con alcuni esponenti politici bipartisan, come il presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, e il consigliere di opposizione Giorgio De Matteis, a polemizzare parlando di “fondamenta minate” dagli scavi per installare il tunnel, mentre il coordinatore di commessa, l’imprenditore e presidente uscente dell’Ance provinciale Gianni Frattale, li definiva “fabbricanti di veleno”.

Qualcosa comunque è successo tanto che, ha spiegato Di Stefano, c’è stata “una revisione del progetto esecutivo sulla base del passaggio dei sottoservizi, che ha comportato un riposizionamento degli ancoraggi a terra dell’edificio”.

L’ok della Soprintendenza ai nuovi documenti progettuali è arrivato, a mancare ora è solo il genio civile “che ce la dovrebbe fare nei prossimi 15 giorni, poi finalmente si parte”, conclude l’assessore.

Il cantiere di ricostruzione da 11,7 milioni di euro è stato aggiudicato alla dita campana Samoa Restauri a 8,9 milioni dopo un ribasso del 26 per cento.

I fondi sono disponibili già dal 2010, stanziati dall’allora commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, a cui si sono aggiunti, nel 2012, i 5 milioni della donazione di Federcasse Bcc.