L’AQUILA – Nuovo capitolo della saga delle 33 mucche rubate a Campo Imperatore (L’Aquila) nella notte tra il 23 e il 24 ottobre scorso, mentre erano all’alpeggio.
I carabinieri della stazione di Paganica diretti dal maresciallo Nunzio Gentile, che si occupano delle indagini, su ordine della procura della Repubblica hanno sequestrato altri capi nell’allevamento di Tornimparte dove un paio di settimane fa erano stati ritrovati 3 vitelli senza marchio auricolare identificativo che secondo gli inquirenti potrebbero essere quelle rubate.
Il provvedimento eseguito ieri è frutto della decisione del tribunale del riesame che lunedì ha respinto il ricorso dell’allevatore di Tornimparte che, sostenenendo che fossero stati dati alla luce da mucche di sua proprietà, chiedeva il dissequestro dei tre animali.
I militari hanno così prelevato altri 5 bovini, i 4 adulti che secondo l’allevatore sono le mamme dei vitellini di ipotetica provenienza illecita, essendo stati trovati sprovvisti del marchio, e un ulteriore vitello, anch’esso trovato senza marchio durante la seconda perquisizione.
Il tribunale ha intanto incaricato il medico veterinario Duilio Gianvincenzo di effettuare gli esami finalizzati all’accertamento genetico che dovranno stabilire se i vitellini siano davvero figli delle mucche di proprietà dell’allevatore.
Sono quindi 8 in tutto gli animali sottoposti a sequestro e affidati in custodia giudiziaria ad un altro allevatore della zona.
Le indagini, coordinate dal pm Simonetta Ciccarelli, proseguono per rintracciare gli altri capi di bestiame e individuare complici, basisti e acquirenti, con le attenzioni degli investigatori concentrate soprattutto su alcuni soggetti della zona.
In sei mesi, sulla direttrice Abruzzo-Puglia, in quella che non a caso è stata definita “operazione Transumanza”, sono stati effettuati controlli e perquisizioni nelle province di Pescara, Foggia, Isernia, ma anche nel Bresciano.
Cinque ad oggi gli indagati, 4 per furto ed uno per ricettazione.






