L’AQUILA – Paura e violenza nel centro storico dell’Aquila.

“Ho visto quei ragazzi in cerchio e uno a terra, pensavo stessero giocando. E invece lo stavano picchiando”.

Inizia così il racconto al quotidiano Il Centro di una testimone che poco prima della mezzanotte di domenica sera ha assistito a un pestaggio. 

“Erano in tanti, almeno una ventina, e picchiavano selvaggiamente. Quando quel ragazzo si è alzato aveva la testa piena di sangue. Poi qualcuno ha urlato ‘c’è un coltello, c’è un coltello’, ed è stato il caos. Una donna di una attività si è affacciata, ha iniziato ad urlare chiedendo che qualcuno chiamasse il 112. Ho visto che dietro un angolo un’altra persona, nascosta per non farsi vedere da quegli scalmanati, lo stava giù facendo”.

“Sembrava una guerra, io ho provato a scappare ma ho trovato un vicolo chiuso per lavori”. 

Un’altra persona su Facebook ha raccontato la vicenda, come si legge sulle colonne del Centro: “Sto maturando la decisione di andarmene dall’Aquila – scrive – non solo casa di mia madre è stata svaligiata, ma domenica sera sono rimasta chiusa in un ristorante con due ragazzi (forse due tossici) con il coltello mentre fuori una gang prendeva a bottigliate il locale. Sono 40 anni che vivo all’Aquila e una cosa così non l’avevo mai vista. Questa non è più la città in cui sono nata e cresciuta. Non è la città in cui, dopo il terremoto, avevo con amore deciso di restare”.