L’AQUILA – Il centro storico dell’Aquila che diventa un “bar a cielo aperto”, rifugio ideale di giovani e giovanissimi che, soprattutto nelle ore serali e notturne consumano alcolici e si sballano senza alcuna regola. A lanciare l’allarme sul Messagero è il sindaco Massimo Cialente, che parla di una situazione “alla deriva e divenuta ormai ingestibile” e annuncia che “è in corso una riflessione in Giunta, sto preparando un dossier per il governo – prosegue Cialente – ma se un ragazzo di 14 anni rientra a casa alle 5 del mattino, ubriaco un genitore deve fare delle domande, deve rimproverarlo e adottare dei provvedimenti educativi, non può demandare solo alle istituzioni e alla scuola il compito del controllo”.
“Non sono io che impongo orari rigidi di chiusura ai locali – spiega il primo cittadino – Sono i titolari dei locali che scelgono di abbassare le serrande addirittura in anticipo rispetto ai limiti fissati perchè non riescono più a gestire situazioni delicatissime con i giovanissimi quattordicenni e quindicenni, ubriachi e sballati”.
Un problema serio, quindi, che coinvolgendo la maggior parte dei giovani presenti sul territorio aquilano, continuerebbe a crescere nell’indifferenza e nel disinteresse da parte degli adulti.
A detta dello stesso sindaco si tratterebbe di un vero e proprio allarme sociale per una generazione che, ormai alla deriva, soffrirebbe un di “un disagio quasi post bellico nell’indifferenza delle istituzioni centrali e delle famiglie”.
“Sono state denunciate scene di sesso tra giovanissimi nel parcheggio di un fast food – aggiunge inoltre – Ma stiamo scherzando? Le coppie si separano, almeno il 30 per cento nel post sisma, i figli non sono più seguiti, la società è disgregata… È da questa città che si scappa, altro che orari”.





