L’AQUILA – “I numeri fanno rabbrividire. E ancor più le variazioni rispetto allo scorso anno. Perché non solo si continuano a contare centinaia di vittime sul lavoro nei primi sette mesi del 2019, ma ad emergere è anche e soprattutto l’incremento del numero dei decessi in occasione di lavoro: +4,3%”.
È questo il primo commento di Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre innanzi all’ultima indagine elaborata dall’osservatorio sulla base dei dati Inail.
Ancora – e come sempre – la Lombardia al primo posto per numero di decessi (62), al secondo il Lazio (43). Seguono: Piemonte (40), Campania (38), Sicilia (35), Emilia Romagna e Veneto (44), Puglia (28), Toscana (24), Trentino Alto Adige e Abruzzo (14), Marche (11), Basilicata e Calabria (9), Umbria, Friuli, Liguria (8), Sardegna (7), Molise (6).
Le province in cui si muore di più sono Roma (31), Napoli (16), Milano e Torino (15), Brescia (14) Foggia e Vicenza (12) Cuneo e Palermo (11), Avellino, Bolzano, Verona e Firenze (9).
Prorpio alla luce dei nuovi dati, il segretario generale della Confsal L’Aquila, Fabio Frullo, ha richiesto in una lettera al presidente del Consiglio comunale, Roberto Tinari, un Consiglio comunale straordinario aperto per sensibilizzare, formare ed informare in merito ad “una questione importante e mai risolta completamente: la sicurezza sul lavoro.
La nota arriva a pochi giorni dal tragico incidente sul lavoro avvenuto nel comune aquilano di Barete, in cui ha perso la vita un giovane impreditore di 31 anni, Alessandro Pacifici, morto mentre stava facendo alcuni lavori di manutenzione nel magazzino della ditta di proprietà della famiglia e dall’incidente nel cantiere dell’Oratorio salesiano Don Bosco, nel quale un operaio romeno di 48 anni, dipendente della ditta romana Cosbeton, è caduto nel vuoto da un’altezza di circa cinque metri, riportando una serie di gravi traumi e fratture, tra costole, gabbia toracica e spina dorsale.
Sono 432 i decessi rilevati in occasione di lavoro, mentre 167 quelli in itinere: 599 in tutto. Con una media mensile complessiva di mortalità come sempre drammatica: 85 vittime al mese da Nord a Sud del Paese.
Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro nel 2019 sono 22. Mentre sono 29 quelle decedute in itinere.
A mietere più vittime in occasione di lavoro sono: il settore delle Attività Manifatturiere (59) e quello delle Costruzioni (55). Seguono: Trasporto e Magazzinaggio (45), mentre nel Commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli i morti sono (26).
La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è tra i 45 e i 64 anni (280 vittime).
Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 78 (pari al 18,1% del totale). Mentre sono 33 le vittime straniere rilevate in itinere. Rumeni, albanesi e marocchini i più coinvolti dal dramma.
Per quanto riguarda, invece, l’indice di rischio di mortalità più elevato rispetto alla popolazione lavorativa (per milione di occupati) è il Molise a far emergere il dato peggiore con un’incidenza di 57,2 rispetto ad una media nazionale di 18,8.
Al fine di promuovere e diffondere la Cultura della Sicurezza sul Lavoro, ci auguriamo che il comunicato non solo sia un utile strumento di lavoro per Voi ma anche una fonte di riflessione e di analisi di fronte alla grave situazione che colpisce la nostra Penisola.





