PESCARA – “Mi risulta che l’auto del vigile sia arrivata solo 10 minuti prima del tragico fatto, cioè a partita iniziata, e che insieme al nostro mezzo nell’area vietata ci fossero altre due auto di forze di polizia, che poi sono state tolte subito prima dell’accaduto”.
Così il comandante dei Vigili urbani di Pescara Carlo Maggitti ha risposto alla domanda se fosse vero che gli steward del Pescara Calcio avessero chiesto al vigile di non parcheggiare in quell’area.
Entrando nel concreto, Maggitti ha detto di sentire dai cronisti “per la prima volta la storia degli steward che avrebbero chiesto di non parcheggiare in quel luogo”.
Maggitti, però, difendendo il suo collega, ha poi sottolineato che “qui si sta quasi tratteggiando un mostro, mentre c’è un giovane che è morto in modo drammatico: è necessario distinguere una leggerezza rispetto a una morte”.
Il vigile, aggiunge Maggitti, “è uno dei miei 160 collaboratori ed era lì per servizio come tanti altri. Mi ha garantito – prosegue – che ieri, per la prima volta, l’automobile è stata parcheggiata in quel punto. Probabilmente ha avuto un attimo di distrazione e leggerezza e ora sta molto male per questo”.
Sul fronte dell’indagine interna per accertare eventuali responsabilità, il comandante afferma che “si stanno completando le ultime verifiche e poi valuteremo”.
“È fondamentale accertare i fatti, prima di dar vita ad una caccia all’uomo. Altrimenti, così – conclude Maggitti – si fa male a due persone: una che purtroppo non c’è più e un’altra a cui stiamo dando addosso”.
In mattinata il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia ha però insistito sul fatto che l’indagine interna sarà inflessibile e che le sanzioni saranno tutte quelle ipotizzabili, dalla sospensione al licenziamento.






