PESCARA – È terminata la parte ispettiva dell’autopsia sul corpo del calciatore Piermario Morosini dopo oltre sei ore di indagine da parte del medico legale Cristian D’Ovidio.

Un lavoro lungo e complesso, come riferiscono fonti interne all’ospedale di Pescara, che probabilmente impedirà al medico di poter rilasciare dichiarazioni.

L’esame autoptico, infatti, in base alle prime indiscrezioni che traspelano, avrebbe consentito di escludere cause di morte macroscopicamente evidenti.

Questo vuol dire che la precisa definizione della causa del decesso di Morosini è rinviata all’esito di ulteriori esami, che saranno effettuati nelle prossime settimane.

La salma è stata ricomposta e riconsegnata ai familiari per essere portata nella camera ardente a Livorno in serata stessa, come confermato dal dg della società toscana, Giovanni Gardini.

ESCLUSI ANEURISMA E INFARTO, IPOTESI DIFETTO GENETICO CUORE

Sulle cause della morte di Piermario Morosini, l’attenzione dei medici sarebbe concentrata sull’accertamento di difetti cardiaci come alterazioni strutturali dell’organo e su difetti genetici che coinvolgono la conduzione elettrica del cuore.

Secondo la prima dichiarazione del medico legale, sarebbero esclusi aneurisma e infarto.

Tra le altre indiscrezioni sulle cause che hanno portato alla morte di Morosini, ancora da accertare, si parla di una fibrillazione ventricolare o aritmia cardiaca.

Se così fosse sarebbe stato necessario l’uso dei defibrillatori per la rianimazione cardio polmonare del giovane.

Per il momento si tratta però solo di indiscrezioni da verificare con l’esito ufficiale dell’autopsia effettuata oggi, che non sarà reso noto prima di 60 giorni.

Già da domani, però, nel momento in cui il sostituto procuratore Valentina D’Agostino sarà messa al corrente delle prime risultanze autoptiche, potrebbero esserci novità.

INDISCREZIONI: IL DEFIBRILLATORE POTEVA SERVIRE

In particolare, secondo quanto si apprende da fonti mediche interne all’Ospedale di Pescara, per approfondire le ipotesi sul difetto genetico di conduzione elettrica del battito del cuore i medici dovranno effettuare test specifici, comprese analisi del Dna.

L’ipotesi principale è quella che sia insorta una fibrillazione ventricolare del cuore che avrebbe di fatto impedito la normale la funzione di pompa per poi arrivare all’ arresto cardiaco.

Tale aritmia potrebbe essere stata determinata appunto da un’anomalia di origine genetica.

Tra l’altro, non sfugge all’attenzione dei medici una storia di familiarità per le malattie di cuore: il padre del giocatore sarebbe morto per una malattia cardiaca.

Secondo gli esperti sono molte le malattie che riguardano la conduzione cardiaca alcune delle quali legate a difetti genetici (gli esperti le chiamano canalopatie, sindrome del Qt lungo e breve, Wolf Parkinson White, sindrome di Brugada).

I successivi esami del Dna che dovrebbero essere effettuati all’università Cattolica di Roma, potrebbero mettere inoltre in evidenza se l’arresto cardiaco era o non era riattivabile.

Non è escluso che le successive indagini si interroghino ancora sulla tempestività dei soccorsi e sull’uso del defibrillatore.

GIOVEDI’ I FUNERALI, PRIMA GIRO DI CAMPO A LIVORNO

I funerali di Piermario Morosini si terranno giovedì alle ore 11 nella chiesa parrocchiale di Monterosso, a Bergamo.

La salma passerà prima da Livorno per permettere anche ai tifosi amaranto un ultimo saluto.

In particolare, previsti un giro di campo allo stadio “Picchi” e una sosta sotto la Curva Nord.

Secondo quanto appreso dall’ufficio di gabinetto del sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, il carro funebre, che dovrebbe raggiungere la città toscana attorno alle 13.30 di domani, entrerà allo stadio dal cancello lato gradinata per l’ultimo ‘giro di campo’ del calciatore, soffermandosi poi sotto la Nord.

Dal Comune fanno sapere che per omaggiare la salma sarà donato un cuscino da parte del sindaco a nome della città di Livorno.

LA FAMIGLIA: ”BASTA IMMAGINI DEL MALORE E DEI SOCCORSI”

I familiari di Piermario Morosini, il calciatore del Livorno morto in campo a Pescara, chiedono di non pubblicare immagini e video del momento della tragedia.

La richiesta è stata diffusa attraverso il sito del Livorno Calcio.

“Il Livorno Calcio – si legge nella nota – a nome della famiglia Morosini chiede, gentilmente, a tutti i media di non riproporre più le immagini (video, foto) dell’attimo in cui Piermario cade in campo e degli attimi successivi dei soccorsi nella partita Pescara-Livorno”.

IL CASO DELL’AUTO PARCHEGGIATA

<span style=’IL VIGILE SI E’ AUTOSOSPESO, ORA RISCHIA IL POSTO

Nella relazione scritta consegnata al sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, c’è “una piena ammissione di responsabilità” da parte del vigile urbano che sabato ha parcheggiato l’auto di servizio allo stadio impedendo, per qualche minuto, l’ingresso in campo all’ambulanza che poi ha trasportato in ospedale il calciatore Piermario Morosini.

Lo ha detto il sindaco nel corso di una conferenza stampa. Mascia ha comunque invitato a non collegare tale azione, che già sabato aveva definito “esecrabile”, con quanto accaduto.

Il vigile urbano si è autosospeso, il 7 maggio ci sarà il processo interno sull’accaduto. Le pene previste vanno da una sospensione, da 11 giorni a sei mesi, fino anche al licenziamento.

Al termine della conferenza stampa, a una precisa domanda di un giornalista sulle presunte dimissioni del comandante della polizia Municipale, Carlo Maggitti, Mascia ha ammesso che “ci ho anche pensato, ma in questo momento, per quanto riguarda la questione della macchina parcheggiata, non ritengo sia la questione delle questioni”.

MASCIA: ”SUPERFICIALITA’ GRAVE MA NON LEGHIAMO GLI EVENTI”

Il sindaco, che da due giorni mantiene la stessa linea, ha parlato di “un atto di superficialità imperdonabile, grave e censurabile. Se i soccorsi sono stati tempestivi, come io ritengo siano stati – ha detto – nonostante la vicenda dell’ambulanza sia riprovevole, è sbagliato mettere in stretto contatto le responsabilità del vigile urbano con la morte dello sfortunato giocatore”.

“Si tratta infatti – ha aggiunto il primo cittadino – di una persona giovane, con due figli piccoli, che indossa la divisa con dignità. Se l’agente non ha percepito immediatamente quello che stava succedendo è perché stava lavorando all’interno del Gos (Gestione osservatorio sicurezza, ndr) per le attività relative alla partita”.

“L’area in cui la macchina era parcheggiata – ha poi precisato – era occupata da molte altre auto di servizio. Tutta l’organizzazione del piazzale ha risentito della presenza di queste automobili. In ogni caso le responsabilità sono evidenti ed è giusto che chi sbaglia paghi”.

IL 7 MAGGIO PROCESSO INTERNO

Il vigile urbano si è autosospeso: questo l’altro annuncio di Mascia, che ha spiegato che sono previsti un contraddittorio, con processo interno, il 7 maggio prossimo, e una sanzione disciplinare (in base all’articolo 18 del regolamento di Polizia Municipale).

Il 7 si riunirà appositamente la Commissione disciplinare del Comune. Per il vigile si profila una sospensione dal lavoro da un minimo di 11 giorni a un massimo di 6 mesi.

Rispondendo ai cronisti che lo interpellavano circa il fatto che parcheggiare in quelle aree possa essere una prassi, il sindaco ha risposto “non so se questa è un’abitudine. Il Comune – ha aggiunto – ha competenza per la viabilità attorno allo stadio, ma l’impianto viene consegnato alla società sportiva e al Gos”.

“La domanda rivolgetela ai dirigenti del Pescara calcio e alla sicurezza interna”, ha concluso.