MONTORIO AL VOMANO – “Siamo tranquillissimi, in quanto in possesso di una corposa documentazione attestante la legittimità dei fatti contestati”: con queste parole, riportate dal quotidiano Il Centro, si difende Pasqualino Marano, costruttore e presidente della Cassa Edile dell’Ance di Teramo, finito sotto inchiesta della Procura teramana per presunti abusi edilizi a Montorio al Vomano. Marano, proprietario del terreno e dell’azienda interessati, è indagato insieme alla sorella Giuseppina.
“Stupisce come la notizia si sia immediatamente diffusa, quando solo nella giornata di ieri abbiamo ricevuto la notizia di reato su cui peraltro vige il segreto istruttorio”, continua Marano, difeso dall’avvocato Fabrizio Acronzio, sulle pagine del Centro. “Stupisce altresì il collegamento con vicende giudiziarie legate ad espropri per le quali la Corte d’appello dell’Aquila ha già riconosciuto le nostre ragioni. Ovviamente ci tuteleremo nelle sedi opportune”.
L’indagine, coordinata dal pm Davide Rosati, è partita su segnalazione del Comune, che in quell’area deve procedere a un esproprio per la realizzazione del terminal bus. Secondo le accuse, gli indagati avrebbero realizzato sul terreno, senza autorizzazione, un massetto sul quale sarebbero state posizionate baracche, container e anche un distributore di benzina da cantiere oltre a una rampa di accesso e una rete metallica. Contestata, secondo gli atti ufficiali dell’accusa, anche l’alterazione del suolo tramite “abbancamento” di materiale inerte esterno di natura ignota.





