CHIETI – Continuano i mal di pancia scatenati dalle parole di ieri mattina dell’ex presidente del consiglio Mario Monti, in visita nelle zone terremotate dell’Emilia, in cui si accusava l’Abruzzo di non essere stato in grado di gestire la ricostruzione dell’Aquila, motivo per cui sarebbe stata minata anche la ricostruzione dell’Emilia, soprattutto nell’ottenimento dei fondi da parte dell’Unione Europea. Alla fine della giornata, l’ex presidente tecnico ha di nuovo creato scalpore con la proposta di tenere le scuole aperte 11 mesi l’anno.
Repentina la risposta di un membro del consiglio di amministrazione del convitto G.B. Vico di Chieti e membro del coordinamento Regionale Giovane Italia Abruzzo, Lorenzo Giovannini, che evidenzia come in Germania la paura per i ragazzi sia molto più lunga ma le scuole molto più efficenti, e che il prolungamento dell’attività didattica sarebbe solo un aggravio per le casse dello stato.
“In questo anno e mezzo il Governo Monti avrebbe potuto tranquillamente varare una riforma, peraltro a costo zero – spiega Giovannini – che andasse nella direzione di una de-burocratizzazione dei rapporti scuola/impresa, invece in piena campagna elettorale ci ritroviamo una proposta che difficilmente troverebbe una copertura finanziaria adeguata e improponibile nel breve/medio periodo”.
LA NOTA INTEGRALE
Nella giornata odierna il Prof. Mario Monti avrebbe fatto meglio, oggi più che in altre occasioni, a riflettere qualche minuto prima di parlare: già nella prima parte della mattinata aveva cominciato malissimo, facendo del volgare sciacallaggio sul terremoto de L’Aquila, ma non mi soffermerò molto sull’argomento data l’ottima risposta del Presidente Chiodi alle sue deliranti affermazioni.
Il Premier del sedicente “Governo Tecnico” ha infatti terminato la sua movimentata giornata con l’assurda e ridicola proposta di tenere le scuole aperte 11 mesi l’anno, proposta che non farebbe altro che appesantire ulteriormente la spesa pubblica, visti gli aggravi che si avrebbero dovendo ritoccare gli inquadramenti dei contratti del personale ata e dei collaborati scolastici, senza contare le difficoltà che riscontrerebbe il personale docente, visto che gran parte degli insegnanti sono impegnati fino a luglio inoltrato nelle commissioni degli Esami di Stato.
il Sen. Monti, da sempre assuefatto agli interessi del governo tedesco, non si è tuttavia accorto che in Germania gli studenti hanno vacanze molto più lunghe che in Italia, ma che in compenso hanno scuole molto ben collegate a quello che è il mondo imprenditoriale di quella nazione, che consentono ai ragazzi non solo di studiare nel migliore dei modi, ma anche di conoscere la realtà lavorativa sin dagli anni dell’adolescenza.
Personalmente credo di conoscere abbastanza bene quello che è il rapporto scuola-mondo del lavoro visto che, oltre a far parte (a titolo gratuito, ben inteso) del consiglio di amministrazione del Convitto G.B. Vico per conto del Comune di Chieti, sono A.D. di una PMI che ha spesso tentato di intraprendere il martoriato percorso di ricerca di personale da formare attraverso tirocini formativi organizzati da Enti Pubblici, purtroppo altrettanto spesso la mia azienda è stata costretta a rinunciare a causa dell’enorme mole di burocrazia legata a tali operazioni.
In questo anno e mezzo il Governo Monti avrebbe potuto tranquillamente varare una riforma, peraltro a costo zero, che andasse nella direzione di una de-burocratizzazione dei rapporti scuola/impresa, invece in piena campagna elettorale ci ritroviamo una proposta che difficilmente troverebbe una copertura finanziaria adeguata ed improponibile nel breve/medio periodo.
Evidentemente nella giornata odierna il Sen. Monti è stato distratto da altri problemi, in primis la stesura la relazione che dovrà presentare il 29 gennaio alle Camere riguardante lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, istituto di credito salvato con i soldi che gli italiani hanno pagato tramite l’Imu e che è legato mani e piedi ai suoi possibili alleati di governo, gli uomini del PCI/PDS/DS/PD.
Sono convinto che gran parte degli insegnanti e del personale scolastico con il proprio voto respingerà al mittente questa proposta, senza parlare della reazione che avrà la stragrande maggioranza degli studenti, sia quelli che si recheranno alle urne per la prima volta sia quella che dovranno attendere il prossimo giro; d’altra parte un sondaggio realizzato dal Ipr Marketing indica un grande avvicinamento dei giovanissimi al Popolo della Libertà, sono convinto che le surreali parole del Preside Bocconiano, unite alla forza delle nostre proposte, convincerà ancora tanti ragazzi a schierarsi dalla parte dei riformatori.



