MONTESILVANO – Il neo sindaco di Montesilvano, Attilio Di Mattia, eletto al ballottaggio con 10.397, pari al 53,81 per cento delle preferenze, contro le 8.923 (46,18 per cento) dell’avversario Manola Musa, ha nominato oggi la sua prima Giunta comunale.
Sarà composta dal vicesindaco Lino Ruggero, con delega, tra l’altro, al Commercio, all’Artigianato e al Turismo, Feliciano D’Ignazio (Lavori pubblici), Adriano Chiulli (Urbanistica), Vincenzo Fidanza (Bilancio e Pubblica istruzione), Anthony Aliano (Politiche sociali), Stefania Di Nicola (Pari opportunità, Cultura e Sport) e Vittorio Iovine (Sicurezza).
Il sindaco ha inoltre tenuto le deleghe all’Ambiente, allo Sviluppo sostenibile e al Project Financing.
Di Mattia si è detto “molto soddisfatto della nuova Giunta, che è composta da grandi professionalità, persone che sul territorio hanno maturato una grande esperienza”.
“Una mano nella scelta – ha concluso – ci è stata data anche dall’elettorato, che, con il voto, aveva già fatto una prima scrematura”.
Immediato il caustico intervento di Corrado Di Sante, candidato sindaco non eletto per Rifondazione e Verdi: “A Montesilvano di può parlare di tutto meno che di cambiamento”.
DI SANTE (PRC-VERDI), ”GIUNTA COMPOSTA CON IL CENCELLI”
“Terminate le ‘guerre stellari’ tra i partiti della coalizione, ecco la Giunta che lo stesso sindaco, Attilio Di Mattia, ha ribattezzato ‘spaziale’. Sarà una maggioranza davvero senza confini, spaziale appunto, da Fli al Pdci dall’Udc a Sel manca solo il Pdl, anche se il centrodestra dell’ex primo cittadino Pasquale Cordoma è ben rappresentato”.
Lo afferma Corrado Di Sante, candidato sindaco non eletto per Rifondazione e Verdi alle ultime amministrative di Montesilvano (Pescara).
“Di Mattia ha più volte annunciato che a Montesilvano tutto sarebbe cambiato. Alla prova del nove la sua Giunta è un manuale Cencelli della spartizione partitica. Che fine hanno fatto il merito, la competenza e le figure di alto profilo?, si chiede Di Sante.
“Il sindaco, alla prova dei fatti, si piega alla volontà dei partiti a cominciare dall’Udc, che ottiene il vice sindaco. Di Mattia ha scelto gli assessori tra i consiglieri più votati, la solita vecchia politica. E assegna ai malpancisti varie deleghe: addirittura il Consiglio comunale, per accontentare Essere Montesilvano, avrà lo ‘speaker della maggioranza’, incarico affidato a Giovanni Di Federico, il più votato della lista”, aggiunge Di Sante.
“Sorprendente è la nomina di Lino Ruggero – prosegue l’esponente della sinistra – il più votato dell’Udc, a vice sindaco. A Montesilvano sarà la spalla di Di Mattia, invece in Consiglio provinciale siederanno in parti avverse. La nomina di Ruggero consente l’ingresso in Consiglio di Emidio Di Felice, già assessore al Bilancio di Cordoma”.
“L’unica donna in Giunta è Stefania Di Nicola, che da consigliera comunale con delega all’associazionismo e alle politiche della famiglia nell’amministrazione Cordoma, viene premiata per il cambio di casacca e conquista un assessorato con le stesse deleghe. Anche in questo caso nessuna novità dato che è obbligo di legge inserire almeno una donna in Giunta. Di Mattia è lontanissimo da una equilibrata presenza dei sessi in Giunta. Il suo collega Leoluca Orlando a Palermo su 10 assessori nomina 3 donne, il 30% – ricorda Di Sante – il sindaco Marco Doria a Genova su 11 assessori ne nomina 6, il 54%, Massimo Cialente all’Aquila su 9 ne nomina 3 donne, il 33%. E sì, Vienna è già lontana, infatti nella capitale austriaca su 8 assessori 5 sono donne ben il 62%”.
“Che dire della sinistra (dis)unita che è già naufragata con la nomina ad assessore di Vittorio Iovine del circolo di Sel, scaricando il Pdci. Il Pd ottiene tre assessorati pesanti, i tre più votati della lista, tranne il secondo Gabriele Di Stefano, escluso prima dalle primarie e ora dall’assessorato, in questo modo entra in Giunta Enzo Fidanza, sostenuto in campagna elettorale da Enzo Cantagallo“, polemizza ancora Di Sante, che conclude: “A Montesilvano si può parlare di tutto, tranne che di cambiamento”.





