MONTESILVANO – Questo il testo della lettera di dimissioni inviata alla stampa da Pasquale Cordoma (nella foto), sindaco dimissionario di Montesilvano (Pescara).

Ritengo doveroso rassegnare le mie dimissioni e fornire la verità di quanto accaduto oggi in Consiglio Comunale, dopo aver consultato il capogruppo del mio partito Luigi Marchegiani e il capogruppo dell’Udc Valter Cozzi.

Il Consiglio comunale era chiamato a ratificare gli equilibri, ovvero l’atto che dopo tre anni di lavoro fa rientrare Montesilvano nel patto di stabilità, avviandola nella seconda parte della legislatura al rilancio degli investimenti e ad un alleggerimento della pressione fiscale.

Nel corso della votazione, tre consiglieri del Pdl, i cosiddetti ribelli di area finiana e il consigliere dell’Udc Oscaro Biferi, con la sorprendente astensione del presidente del Consiglio Vittorio Catone e l’assenza inaspettata del consigliere di Rialzati Abruzzo, lista civica che fa riferimento all’assessore regionale Carlo Masci, hanno votato con i consiglieri di centrosinistra impedendo l’approvazione della delibera.

Prendo atto di un evidente dato politico che porta i consiglieri di centrodestra a votare con le forze di opposizione e quindi a far venire meno una maggioranza politica di centrodestra del Comune di Montesilvano, avendo in questi anni duramente lavorato per conseguire gli obiettivi di risanamento del Comune e delle sue aziende partecipate, del rilancio degli investimenti e delle attività produttive, della ricostruzione di ciò che un sistema malato aveva abbattuto (tangibile Palaroma) e avendo cercato le condizioni per ripristinare regole che diano certezze allo sviluppo urbanistico della città, non intendo sottrarmi alle mie responsabilità.

Ho già avvisato il prefetto di Pescara, scelta indispensabile per non scendere a compromessi, né essere vittima di giochi di palazzo.

Sono stato chiamato a governare la città e credo di averlo fatto al massimo delle mie potenzialità, se non mi è possibile concludere il lavoro nel tempo che resta alla consiliatura preferisco ridare voce all’unico giudice che un politico, oltre alla sua coscienza ha: i cittadini di Montesilvano.

Tengo, infine a precisare che non vi è nessuna giustificazione amministrativa nel non votare gli equilibri di bilancio, atto che affermo essere stato collezionato perfettamente e che avrebbe garantito ulteriormente il risanamento della città.