TERAMO – Ha conquistato Milano, lo stilista teramano di fama internazionale Filippo Flocco dopo il successo Pitti a Firenze di qualche settimana fa.
Flocco ha partecipato con successo a Milano Unika, ‘sorella’ italiana della fiera francese ‘Premiere Vision’, kermesse in cui sono stati presentati i temi della collezioni moda 2018/2019, evento che decide che cosa andrà, in che colore e le tendenze.
“Sono davvero entusiasta di queste esperienze anche perché sono stato inserito nella rosa degli stilisti più influenti del mondo – commenta Flocco ad AbruzzoWeb – Nessuno mi ha regalato nulla, il mio successo è il risultato di anni di duro lavoro e impegno. Ovviamente non lavoro da solo, grazie al cielo ho uno staff, tutto abruzzese, fatto di persone volenterose e in gamba”.
Dai jeans con i fili d’oro agli eccentrici abiti sartoriali di finissima fattura, alle cravatte stravaganti e uniche tra cui la rossa indossata dal presidente Usa, Donald Trump, il diktat per Flocco è uno solo: osare, sempre.
Inoltre, l’obiettivo dello stilista è quello di portare e far lavorare aziende e manovalanza del settore abruzzese: dalla sarta, al disegnatore, ai modellisti, Filippo Flocco tenta sempre la carta del ‘made in Abruzzo’. Si tratta, comunque, di collezioni non adatte a tutti, ma a una clientela particolare.
“Una mia scelta – aggiunge – sarà che mi sono dovuto sempre conquistare tutto, ma amo essere circondato dal bello. E per me, l’uomo o la donna, nella mise devono rispecchiare questa peculiarità. Per cui non solo ciò che va di moda, ma un buon capo, che sia cachemire, o una seta pregiata, deve essere qualcosa non solo bello da vedere ma anche da toccare”.
“Aziende che producono in Italia sono poche, ma soprattutto che producono con materiali di qualità, anche tra le grandi firme si vede tanto acrilico e tessutacci, che non solo sono brutti da vedere ma fanno anche male alla pelle”, fa notare poi lo stilista.
E dopo i vestiti, scarpe e borse per coprire il proprio modello o la modella dalla testa ai piedi. “Prossimo step, gli accessori – promette Flocco in conclusione – perché è il mercato che lo chiede. Cerchiamo aziende, ovviamente e se possibile locali, di scarpe e borse per farle diventare grandi come quelle che stiamo portando avanti nel tessile”.






