ROMA – Mancata sanificazione periodica e rispetto di distanziamento, assenza di informazioni, lavoratori che svolgevano massaggi privi di green pass. Queste le più frequenti violazioni contestate durante una serie di controlli condotti dai Carabinieri dei Nas per verificare l’attuazione delle misure anti Covid nei centri massaggi.

Ben 785 sono stati gli esercizi controllati in tutta Italia, 117 dei quali, pari al 15%, sono risultati irregolari, 11 le strutture chiuse e 130 persone segnalate all’Autorità giudiziaria e amministrativa, con sanzioni per 94 mila euro.

L’operazione è stata condotta d’intesa con il ministero della Salute. In relazione alle irregolarità su quest’ultimo aspetto, 20 hanno interessato operatrici che svolgevano massaggi ed attività estetiche senza il green pass.

Altre 51 violazioni hanno riguardato la conduzione delle attività in ambienti inadeguati e svolte in assenza dei minimi requisiti professionali per l’erogazione dei servizi, determinando, nelle situazioni più gravi, la sospensione di 11 attività di estetica e massaggio.

I Nas hanno infine accertato 15 irregolarità penali in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e per esercizio abusivo della professione, individuando, tra l’altro, una cittadina di origine cinese, titolare di un centro massaggi, risultata priva di permesso di soggiorno e già oggetto di una precedente segnalazione per il reato di sfruttamento della prostituzione.

Tra gli interventi eseguiti dai carabinieri, c’è quello a Roma presso un negozio annesso ad un centro estetico, culminato con il sequestro di oltre 200 cosmetici risultati contenere metalli pesanti fino a 7 volte superiori ai limiti massimi di legge.