dal nostro inviato
BRUXELLES – Un giorno e mezzo a spron battuto, sperando di far capire ai tecnocrati di Bruxelles che altro che faccenda italiana!, la ricostruzione dipende dal loro chiudere un occhio su come vi verranno indirizzati quattrini.
Questo è alla fine il senso dell’audizione italiana in terra belga, nata da un pretesto, la necessità di relazionare sulla genesi dell’operazione immobiliare del progetto C.a.s.e., sui cui due organi della Ue, la Corte dei Conti e la Commissione, stanno facendo a testate tra loro da un po’ con pareri opposti.
Un consesso che ha assunto presto tutt’altri significati, con la lotta per non restituire per intero le tasse sospese, la battaglia sullo sforamento del rapporto deficit/pil al 3% e derogare al patto di stabilità interno. Qualcuno accenna anche ai fondi carenti, ma essendo in discussione perfino i 350 milioni concessi per le C.a.s.e. si capisce subito che non tira una bella aria e le proposte come quelle dello statunitense Warren Mosler vengono demandate ad altra sede.
La giornata comincia molto presto, alle 5, subito con un primo imprevisto: il collega Luca Di Giacomantonio perde l’autobus per l’aeroporto di Fiumicino e grazie a un contatto rapido con il sindaco, Massimo Cialente, viene rimorchiato dall’auto del Comune nientemeno che davanti alla basilica di San Bernardino e salva il viaggio.
Il primo ad arrivare in aeroporto è, comunque, il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, per lui un bagaglio essenziale. Compiuto il rito della colazione quello che cerca è un’area dove poter fumare, sarà un leit motiv di tutta la trasferta, e la vice presidente Antonella Di Nino rischia di essere coinvolta in un traumatico rimpasto di Giunta quando l’indicazione della zona fumatori non va a buon fine.
Anche Cialente fuma, subito dopo l’atterraggio, violando il fioretto che aveva fatto dopo la promozione in Prima Divisione dell’Aquila Calcio, “però ho ridotto” sottolinea, sotto lo sguardo discreto ma comprensivo della moglie Donatella. Passa pure l’ex ministro Livia Turco, che era sull’aereo per il Belgio, i due democrat scambiano un paio di convenevoli.
Si sale tutti sul pulmino, rappresentanti istituzionali e cronisti, e a vedere quella strana truppa il primo cittadino non può non intonare “Allo zoo…”, la canzoncina che cantava Roberto Benigni/Johnny Stecchino.
Durante la corsa i cronisti improvvidi che pensavano di raggiungere prima l’albergo vengono informati che il rigido programma prevede direttamente l’arrivo in Parlamento Europeo, sicché bisogna cambiarsi al volo e indossare in fretta e furia giacche e cravatte.
Bruxelles è una città che fonde meravigliosamente antico e moderno, ad averci i soldi anche la nuova L’Aquila la si potrebbe pensare così, tutta vetro e acciaio dietro le vestigia del passato. All’ingresso dell’Europarlamento si sbrigano le formalità con i pass grazie allo staff dell’ospite Crescenzio Rivellini, organizzatore dell’intera trasferta.
Arrivano anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e del Consiglio regionale, Nazario Pagano. Chiodi e Cialente invece di bisticciare si scambiano una ‘paglia’ manco fosse la consegna di un microfilm compromettente tra agenti segreti, e alla fine con l’aggiunta di Del Corvo si tiene all’esterno del palazzo un vertice istituzionale a tre tutto a base di nicotina.
Come prima cosa si va a mangiare. Buffet di crudi e cotti e soprattutto di dolci, Cialente qui esagera riempiendosi un piatto di crostate. Alla fine con la pancia piena scatta in ritardo la conferenza stampa, che deve però interrompersi in fretta e furia per un appuntamento successivo che non poteva essere dilatato, quando si dice la rigidità europea.
Cambio di sala e comincia l’evento vero e proprio. Tre ore di interventi serrati, conclusi dalla doccia fredda della presidente dell’audizione, la europarlamentare tedesca Inge Grassle, che tutti dicono pappa e ciccia con la Merkerl: “La ricostruzione è una vicenda italiana, dovete vedervela voi”.
Neanche il brindisi finale spegne la smorfia, anche se per Rivellini “l’audizione è andata bene, c’è un varco per la mia relazione e chiudere la vicenda sul progetto C.a.s.e.”.
Sempre nell’audizione viene fuori quella che per l’europarlamentare napoletano è “una notizia”, vale a dire che “i terremoti non si possono prevedere”, come spiega il responsabile dell’ufficio sismico della Protezione civile tedesca. “In Italia hanno condannato gli esperti per non aver previsto il sisma”, azzarda Rivellini, confermando che fuori dai confini del capoluogo sul processo alla commissione Grandi rischi non si riuscirà mai a vederci chiaro.
La cena avviene al ristorante italiano E…ccetera dove per una volta si mangia bene all’estero. Il clima e freddo e piove, così più che un giugno di Bruxelles sembra un giugno dell’Aquila. Tagliata e tiramisù per tutti sono i piatti principali dell’abbuffata.
Il sonno prende piede, non c’è spazio per la movida ma per visitare la Grand Place, una delle più belle piazze del mondo, sì, e lo spettacolo vale la pena.
Si ritorna in Italia, in un aereo ‘vip’ con il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione e l’attrice Paola Cortellesi, seduta accanto a chi scrive, mentre qualcuno avvista pure il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni.
Qualche dubbio in meno sulla ricostruzione c’è, peccato che ce ne siano ancora milioni da dissipare.



