CHIETI – “Se non mi dai i soldi, questa volta, ti uccido”. Un coltello puntato alla gola dell’anziano padre e una minaccia di morte sentita anche dai vicini di casa, che hanno chiamato i carabinieri e messo un punto ad anni di soprusi, minacce ed estorsioni.
È questo l’episodio che ha fatto scattare l’arresto di un 36enne di Ripa Teatina (Chieti), Andrea Marchigiano, accusato di estorsione e rapina nei confronti dei familiari, che da tre anni sottostavano ai soprusi del figlio.
L’uomo, come racconta Il Centro, è finito nel carcere di Madonna del Freddo.
Nella casa di Ripa Teatina, le aggressioni erano cominciate a partire dal 2015 quando, secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo era finito nella trappola dell’alcol e della droga: voleva i soldi per comprare da bere e sostanze stupefacenti.
Le prime richieste di soldi al padre e alla sorella erano state modiche, poi, la situazione è degenerata e la pretesa è arrivata fino a 500 euro a settimana.
L’escalation di violenza, però, è stata fermata dai carabinieri, intervenuti più volte in casa per quei litigi, ormai quasi all’ordine del giorno.
Una situazione nota anche al Comune: agli atti ci sono almeno due relazioni dei servizi sociali comunali che parlano di un clima ormai pericoloso e da non sottovalutare.
Dopo l’ultima aggressione, i carabinieri hanno deciso di intervenire e fermare la lunga scia di violenza: il pm Giuseppe Falasca ha chiesto la custodia cautelare in carcere e il gip Isabella Maria Allieri l’ha concessa.
A eseguire l’arresto sono stati i carabinieri della stazione di Villamagna, guidati dal luogotenente Roberto Cursoli, sotto la supervisione della comandante del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, Maria Di Lena.






