L’AQUILA – La proroga del mandato del presidente e dell’intero consiglio direttivo del Parco regionale Sirente Velino, con la motivazione che occorre portare a termine le opere del Pnrr, che già sta già facendo discutere anche dentro la maggioranza di centrodestra. Il pugno duro nei confronti dei Comuni che non impediscono la rimozione di qualsivoglia barriera architettonica nei nuovi edifici privati, pena l’esclusione da ogni forma di finanziamento. L’aumento dei contributi per le autoclavi, preziose in caso di emergenza idrica. L’ennesima proroga di un anno per i commissari liquidatori delle comunità Montane.
Sono solo alcune delle misure contenute nel Milleproroghe, la tradizionale norma che di solito viene approvata a fine anno assieme alla legge di bilancio, ma che quest’anno ha subìto uno slittamento, assieme alla famigerata omnibus o “legge mancia”, con i contributi a pioggia a comuni, associazioni ed eventi, per la quale si è solo definito un budget di 16 milioni di euro, per decidere in un secondo momento a chi questi denari andranno.
In realtà quest’anno di Milleproroghe ne sono arrivate ben due, una della Giunta regionale del riconfermato Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, un’altra del Consiglio regionale.
Un’anomalia, su cui i consiglieri regionali di maggioranza interpellati hanno minimizzato, spiegando semplicemente che non si è fatto in tempo in commissione consiliare ad integrare i due testi. Ed è quello che infatti andrà fatto ora, prendendo quello della Giunta come testo base.
Cominciando dunque dal testo licenziato dal Consiglio regionale e firmato dal presidente Lorenzo Sospiri di Forza Italia, raccogliendo il contributo delle varie forze politiche, la norma destinata a far discutere, che già avrebbe registrato la perplessità del capogruppo di Forza Italia Emiliano Di Matteo, ed anche seppure dietro le quinte di esponenti di Fratelli d’Italia, è l’articolo che prevede la proroga della governance del parco Sirente Velino. A proporla quanto si apprende è stata il consigliere di Noi Moderati e e vicepresidente del Consiglio Marianna Scoccia, sindaco di Prezza.
Si legge all’articolo 8 del Milleproroghe del Consiglio: “Al fine di agevolare la programmazione e la realizzazione degli interventi del Pnrr, del Piano nazionale complementare, del Fondo per lo sviluppo e la coesione dell’area protetta del Parco regionale Sirente Velino, la durata in carica del presidente e dei componenti del consiglio direttivo, ove il rispettivo mandato non risulti scaduto alla data di entrata in vigore della presente legge, è prorogato fino alla scadenza dei consiglieri nominati in data più recente”.
Tradotto: dopo anni di commissariamento a luglio 2021 è stato nominato presidente del Parco il sindaco di Fagnano alto, Francesco D’Amore, vicepresidente il sindaco di Cerchio, Gianfranco Tedeschi e come consiglieri Francesco Franceschi, consigliere comunale di Rocca di Cambio e Sabatino Musti, consigliere comunali di Castelvecchio Subequo come vuole la norma dalla Comunità del Parco.
Poi dopo un consistente ritardo, a marzo del 2023, sono stati nominati dalla Regione Abruzzo gli altri tre componenti, Antonio Di Bartolomeo, sindaco di San Demetrio ne’ Vestini, Francesco Benedetti, consigliere comunale di Rocca di Mezzo, e l’ingegnere dell’Ater dell’Aquila, Sarah Salem.
L’organo di vertice del Parco regionale resta in carica cinque anni. Ma stando al testo di questa modifica contenuta nel Milleproroghe, il presidente, il vice e i due consiglieri nominati nel luglio 2021 non scadranno più nel luglio del 2026, ma potranno restare in carica fino al marzo del 2028, per ottenere un allineamento con la scadenza dei tre consiglieri nominati dalla Regione due anni dopo.
Tutti d’accordo, anche nell’opposizione, invece per la modifica legislativa a favore dell’eliminazione delle barriere architettoniche, secondo la quale “perdono il diritto a percepire qualsiasi contributo, agevolazione regionale loro spettante per spesa corrente o spese di investimento a qualsiasi titolo e per qualsiasi finalità, le amministrazioni comunali e provinciali che consentono, nell’ambito dei territori di rispettiva competenza, la realizzazione di opere pubbliche private in difformità rispetto a quanto previsto in materia di accessibilità di superamento eliminazione delle barriere architettoniche”.
Inoltre l’avvenuta adozione del Piano regionale di eliminazione delle barriere architettoniche, il Peba, da parte delle amministrazioni comunali e provinciali, costituisce il requisito preferenziale per la partecipazione e bandi regionali.
Si allunga però il termine con cui l’assessorato deve trasmettere alla commissione consiliare competente la relazione con l’elenco delle amministrazioni inadempienti, con eventuale esercizio dei poteri sostitutivi. Il primo rapporto non andrà trasmesso entro il 30 marzo 2025, come vuole la legge 1 dell’11 febbraio del 2008, sull’abbattimento delle barriere architettoniche, ma “entro due anni”.
Tornando al Pnrr, nel Milleproroghe si stabilisce che al fine di completare entro i tempi i progetti finanziati , si può spostare personale dirigenziale in comando presso il dipartimento Infrastrutture e trasporti, “con comprovate e peculiari professionalità e conoscenza degli ambiti regionali di intervento”.
Con un altro articolo si fa chiarezza, dal punto di vista normativo, sui permessi e le aspettative di quei dipendenti regionali che svolgono anche il ruolo di commissari.
Infine per quanto riguarda la norma sull’edilizia residenziale pubblica, si dà un’interpretazione corretta di un passaggio sulla perdita dei requisiti per l’assegnazione della casa popolare, specificando che ne è motivo la sentenza di condanna passata in giudicato o di patteggiamento.
Vengono poi aumentati i contributi a fondo perduto che l’Ente regionale servizio idrico (Ersi), riconosce per l’acquisto e l’installazione di un impianto di autoclave, di serbatoi di accumulo negli edifici residenziali, da una forbice che va dai 250 euro ai 1.500 euro, ad una che va dai 750 euro ai 4.500 euro. Inoltre l’adeguamento e innovazione tecnologica del patrimonio edilizio residenziale per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico, non è più riservato agli edifici antecedenti al 1990.
Per quanto poi riguarda la legge regionale 21 del 78 istituzione servizio e assistenza alla famiglia all’infanzia la maternità, alla paternità responsabile viene aggiunto che la Regione “promuove il potenziamento degli interventi socio-assistenziali a sostegno delle decisioni procreative, delle gravidanze e delle maternità in situazioni difficoltà sociale”. La Regione si impegna poi a poi finanziare anche i consultori familiari che si occupano solo di aspetti socio-assistenziali in merito alla difficoltà relazionali dei rapporti di coppia di famiglia anche con riferimenti problemi di maltrattamento e violenza”.
Veniamo dunque al Milleproroghe della Giunta regionale, dove a spiccare è la nuova proroga dei commissari straordinari che devono provvedere al completamento delle oramai defunte Comunità montane, che per portare a termine il loro compito resteranno in carica un altro anno, fino al 31 dicembre del 2025 rispetto alla scadenza del 31 dicembre scorso. Nella legge del luglio 2016 che ha deciso la soppressione delle Comunità montane era scritto che i commissari non potevano essere rinnovati oltre il 31 dicembre 2024.
Per quanto riguarda la norma sulle Aziende universitarie del diritto allo studio, si aggiunge che “il piano triennale dei fabbisogni di personale delle Aziende per il diritto agli studi universitari è approvato previo parere del Dipartimento competente in materia”.
Un articolo riguarda poi l’Agenzia regionale di Protezione Civile, per la quale “nelle more dell’acquisizione della piena capacità operativa e dell’attuazione dell’atto di organizzazione”, e “al fine di garantire pienamente l’esercizio delle funzioni di protezione civile”, è autorizzato un ulteriore distacco, fino al 30 giugno 2025, del personale che ha comunicato la propria volontà di rimanere nei ruoli della giunta regionale che non ha raggiunto i trentasei mesi di temporaneo impiego presso l’agenzia stessa”.
Modificata anche la legge 22 del 1998, “Norme per la programmazione e l’organizzazione dei servizi di assistenza sociale – Piano sociale regionale”.
L’articolo 4 che recita “I successivi piani sociali sono approvati dal Consiglio regionale su proposta della Giunta, con provvedimento da adottare previo parere della Consulta sociale regionale prevista dall’art. 13 della presente legge. Sulla proposta di piano sono acquisiti, altresì, i pareri della Conferenza permanente Regione-Enti locali e del Consiglio regionale dell’economia e del lavoro”, è sostituito con il più strigato e snello “I successivi piani sociali sono approvati dal Consiglio regionale su proposta della Giunta”. Filippo Tronca





