MONTESILVANO – “Sono il mandante dei reati addebitati al vice premier e leader della Lega, Matteo Salvini, sul caso della nave Diciotti, insieme a migliaia di italiani. Mi costituisco”.
L’Abruzzo torna ad essere protagonista a livello nazionale sull’incandescente partita dei migranti, con le parole del consigliere comunale di Montesilvano della Casa dei Patrioti, Anthony Hernest Aliano, che lancia un appello sui social a tutti coloro che hanno votato il governo giallo-verde: “Fate come me, costituitevi siete tutti complici”.
Solo qualche giorno fa l’onorevole della Lega, Giuseppe Bellachioma, ha provocato la reazione dell’Associazione magistrati (Anm), che ha parlato di un “fatto senza precedenti”, dopo aver scritto sulla propria pagina Facebook: “Messaggio da parte della Lega Abruzzo: se toccate il Capitano vi veniamo a prendere sotto casa…occhio”, rilanciando il post con cui il ministro dell’Interno aveva provocatoriamente esortato la Procura di Catania.
Parole che hanno scatenato reazioni a ogni livello, tanto che qualche ora più tardi Bellachioma ha pubblicato un nuovo post, scusandosi e dicendosi “sinceramente colpito e profondamente rattristato dalle reazioni seguite a un mio post di ieri, intendo scusarmi e chiarire: in nessun modo intendevo attaccare, né tantomeno minacciare, la Magistratura, del cui lavoro ho profondo rispetto”.
Aliano rilancia annunciando l’invio di una lettera ai procuratori della Repubblica di Catania e di Agrigento, con la quale intende fornire le sue generalità quale “mandante dei reati di arresto illegale, sequestro di persona e abuso d’ufficio, addebitati a Salvini”.
Il post, visualizzato da oltre 10 mila utenti, ha scatenato i commenti del popolo del web: “Seguo anch’io, mi unisco”, scrive qualcuno e tra un “Puoi inserire anche me” e un “Condivido”, c’è anche chi chiede un fac-simile per poter seguire l’esempio.
Il riferimento è al “caso” della nave Diciotti, rimasta ferma per 5 giorni nel porto di Catania con i migranti a bordo, una decisione che è costata al leader leghista e al capo di gabinetto del ministero degli Interni, Matteo Piantedosi, l’avviso di garanzia.
La decisione di indagare il Ministro è arrivata dopo gli interrogatori di due funzionari del ministero degli Interni, ai quali il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha chiesto di ricostruire i passaggi che hanno portato la nave nel porto.
Il consigliere comunale di Montesilvano spiega il motivo per cui altri cittadini dovrebbero seguire il suo esempio: “Tutti coloro che hanno votato la Lega, o Giorgia Meloni e questo Governo, devono costituirsi. Siamo tutti mandanti, tutti complici che con il nostro voto abbiamo chiesto a Salvini di fare ciò che ha fatto e per cui oggi è indagato e forse verrà processato”, sottolinea Aliano.
Intanto il vice premier si è detto pronto a rinunciare all’immunità per farsi processare come un comune cittadino. Formalmente accusato di “sequestro di persona”, Salvini è convinto che “l’indagine chiarirà ogni cosa e che si trasformerà in un boomerang per il Pm che l’ha avviata”, come riporta l’Ansa.
“Ho fatto solo il mio lavoro di ministro e sono pronto a rifarlo”, ha dichiarato nei giorni scorsi Salvini, aggiungendo che non chiederà al Senato di bloccare l’autorizzazione a procedere.
Appoggio, pur con qualche riserva sul rapporto con i giudici, è stato espresso dal vice premier del Movimento cinque stelle, Luigi Di Maio: “Salvini vada avanti, perché non ha violato il codice etico del contratto e del Movimento cinque stelle. Il Governo si assume la responsabilità politica delle scelte fatte sul caso della nave Diciotti, ma c’è pieno rispetto per l’azione della magistratura per cui non dobbiamo attaccare. Non facciamo piombare di nuovo questo Paese negli scontri tra procure, Pm e politica”, ha concluso Di Maio.




