MONTESILVANO – “Gli sgomberi, i fermi e le identificazioni da parte delle Forze dell’ordine proseguono, ma nonostante i decreti di espulsione, gli stranieri restano nel territorio comunale”: per questo motivo il sindaco di Montesilvano (Pescara), Francesco Maragno, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e al ministro dell’interno Marco Minniti, chiedendo di aiutarlo a risolvere la questione.
Ma a bocciare la missiva sono l’esponente di Fratelli d’Italia (ex Forza Nuova) Marco Forconi, da sempre sensibile alla vicenda, e anche il Comitato di via Firenze, dove si sono riuniti i residenti di Montesilvano contrari ai “bivacchi” dei migranti, presieduto da Osvaldo Cucciniello, che parla della lettera del sindaco come di una missiva “inviata a Babbo natale” e chiede le dimissioni o un rimpasto di Giunta.
LA LETTERA DI MARAGNO A GENTILONI E MINNITI
“La città che mi onoro di rappresentare è una località di mare della costa adriatica – scrive il sindaco – meta turistica scelta da tante famiglie per trascorrere le proprie vacanze. Come tale è ospitale, accogliente e dotata di numerose strutture alberghiere. Proprio in alcuni di questi hotel hanno trovato accoglienza anche numerosi migranti, ospitati nei Cas, Centri di accoglienza straordinaria. A questi ultimi si aggiungono anche moltissimi extracomunitari che, senza alcun titolo per rimanere sul suolo italiano, persino destinatari di decreti di espulsione, occupano abusivamente gli angoli più belli di questa cittadina, danneggiando il sistema economico e turistico locale”.
“Nelle scorse settimane nel mio Comune abbiamo eseguito un’incisiva azione di contrasto all’illegalità, sanando una situazione che andava avanti da decenni, ma dopo poco tutto il grande lavoro svolto con l’eccezionale sacrificio delle forze di polizia è stato vanificato dalla mancanza di chiarezza di alcune norme – prosegue Maragno – Sei mesi di lavoro, di riunioni, di attenta pianificazione sono, agli occhi dei cittadini, inutili se gli stranieri destinatari di decreti di espulsione, non vengono di fatto allontanati. Ciò, oltre ad umiliare l’attività che le forze di polizia mettono egregiamente in campo, aumenta il senso di impotenza e preoccupazione dei cittadini italiani. Tutto questo diventa ancor più paradossale se il dibattito si incentra sullo Ius Soli, quando noi sindaci non riusciamo a far fronte alle necessità dei nostri concittadini”.
Il sindaco ha poi voluto sottolineare che la sua amministrazione ha creduto profondamente nell’accoglienza Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, tanto da avere “presentato e attivato il progetto, risultato il più corposo e articolato a livello nazionale, sia in termini di finanziamento che di numero dei migranti coinvolti, perché convinto del valore dell’accordo Anci – ministero dell’Interno”, ma anche perchè a Montesilvano era in corso quella che Maragno definisce “un’invasione di profughi per i quali non era possibile garantire un’adeguata sistemazione”.
“Ritengo – spiega ancora nelle lettera – che una corretta gestione del fenomeno migratorio debba passare anche dal coinvolgimento a titolo gratuito in lavori di pubblica utilità a favore del Comune che li ospita e dello Stato che li accoglie e sostiene costi di circa 43 euro al giorno, per ciascun profugo, offrendo loro confortevoli sistemazioni in hotel fronte mare. Questo succede nella comunità che amministro, quella di Montesilvano dove, tengo a sottolineare, non si sono mai verificati tristi episodi di razzismo e dove un cambio di rotta si rende necessario per non causare ulteriori danni alla comunità dei miei cittadini ed al tessuto economico locale”.
“Oggi più che mai credo sia una scelta intelligente e improcrastinabile dare seguito ai decreti di espulsione sistematicamente emessi e non ottemperati, per consentire ai cittadini di continuare a credere nelle Istituzioni pubbliche che trovano le proprie fondamenta nella Costituzione italiana alla quale ho giurato fedeltà – conclude il sindaco di Montesilvano – Confido in una vostra risposta che passi attraverso un incontro con la nostra Comunità affinché il dialogo, il confronto e il sano dibattito possano essere forieri di un miglioramento del rapporto tra cittadini e Istituzioni che da voi vengono rappresentate ai massimi livelli e che apra la strada ad un’applicazione puntuale dei provvedimenti emessi dalle autorità di Polizia. Un’accoglienza cristiana, civile, moderna ed europea passa anche da questi incontri con i rappresentanti del nostro Governo e dal rispetto delle leggi di cui il nostro Stato democratico si è dotato”.
LE REAZIONI
“Signor sindaco, nella lettera indirizzata alle alte cariche dello Stato non avrei usato il termine ‘appello’ ma avrei chiosato con un ‘ultimatum'”, protesta Forconi. “Si faccia forza, prenda coraggio, indossi la fascia tricolore per ripulire le nostre strade invase dalla feccia arrogante – incalza – oppure la restituisca e non disponga più patrocinii per feste etniche né partecipi a tavoli con quelle associazioni e cooperative, politiche e religiose, che mirano più all’inclusione dei denari nei propri conti correnti piuttosto che quella sociale dei migranti economici”.
Dello stesso avviso il presidente del comitato di via Firenze Cucciniello: “Il nostro sindaco – dichiara ad AbruzzoWeb – ha scritto una lettera a Babbo natale, cosa pensa di ottenere?”.
“Da molti mesi il Comitato di via Firenze ha avuto con il sindaco e con alcuni assessori una nutrita corrispondenza, attraverso esposti e molti incontri pubblici e privati – spiega – Il contenuto degli stessi aveva e ha tuttora, gli stesse argomenti descritti nella lettera inviata dal sindaco alle Istituzioni nazionali che, se fossero stati affrontati con la giusta determinazione, oggi sarebbero stati in via di soluzione o gestibili con mezzi e strumenti appropriati”.
La prostituzione, gli irregolari e gli extracomunitari, lo spaccio, gli invisibili, le criticità in via Ariosto, via Lazio, via Rimini, via Isonzo, l’accettazione irresponsabile dei Cas lungo la riviera erano e sono problematiche che hanno spinto i cittadini, ormai saturi di subire illegalità, a partecipare alla manifestazione del 2 luglio scorso”.
“A tutto questo il sindaco, come se non bastasse – prosegue – si è inventato gli Sprar, raccattando immobili anche in zone già degradate e con una forte presenza di irregolari, prostitute e spaccio nonché con un forte connotato turistico”.
“Maragno ha fallito e dovrebbe trarne da solo le conseguenze, noi del Comitato auspichiamo, per le forti criticità presenti nella città, che altre forze politiche intervengano per salvare una cittadina ormai all’estremo delle forze – conclude il presidente Cucciniello – Il ministro Minniti ha dato a tutti i sindaci gli strumenti, per esempio il daspo urbano, strumenti che evidentemente Maragno non sa utilizzare, chiediamo quindi le sue dimissioni immediate e il rimpasto della giunta comunale, la situazione sta degenerando”.






