L’AQUILA – Hanno potuto dormire al caldo, dopo settimane all’addiaccio, nel dormitorio allestito nella sala riunioni della mensa di Celestino a Piazza d’Armi all’Aquila, i 30 giovani richiedenti asilo asiatici.

Oggi 24 ragazzi saranno trasferiti in altre strutture in Calabria, per altri sei si sta valutando.

Questo dopo giorni di feroci polemiche, a seguito della presa di posizione dall’assessore comunale all’Urbanistica, Francesco De Santis, leghista, che aveva intimato la Fraterna tau e il suo presidente Pierino Giorgi di non utilizzare come dormitorio la chiesa realizzata nel post sisma, che “non ha alcun titolo per diventare un dormitorio” ha detto l’assessore De Santis, aggiungendo che il Comune non consentirà “occupazioni abusive di una struttura destinata a demolizione2 e che la priorità è garantire “sicurezza e legalità”.

In tutta risposta ieri tanti gli aquilani che si sono recati alla Mensa di Celestino, a portare coperte, beni di prima necessità e ad esprimere profondo dissenso per un presa di posizione definita “disumana” di De Santis e del centrodestra aquilano.

Il caso è scoppiato a seguito della proposta di ospitarli nella chiesa di San Bernardino in Piazza d’Armi, struttura provvisoria in legno realizzata dopo il terremoto del 2009, avanzata da Giorgi e respinta dall’assessore De Santis, che ha ribadito trattarsi “non di sua personale posizione, bensì del Comune”.

Sulla struttura di piazza d’Armi, costruita nell’immediato post-sisma, di fatto, pende un’ordinanza di demolizione, legata alla cessazione delle funzioni di emergenza sisma.

La Onlus sottolinea l’importanza di distinguere tra chiesa e servizi: la demolizione riguarda chiesa e “conventino” annesso, mentre mensa e area servizi possono restare operative fino al rientro nella sede originaria. La via d’uscita sarebbe un “rinnovo di convenzione”, con trasferimento della proprietà dell’intero complesso al Comune dell’Aquila e gestione dei servizi a Fraterna Tau.

Il senatore Pd Michele Fina porterà il caso in parlamento.

Ieri il sindaco Pierluigi Biondi ha incontrato il nuovo prefetto Vito Cusumano. Il colloquio, ha detto, è servito anche ad affrontare il tema dei flussi migratori lungo la rotta balcanica, in una fase «delicata» per il territorio, ribadendo la necessità di una gestione «equilibrata» tra «fermezza e responsabilità istituzionale», con attenzione anche verso chi vive condizioni di fragilità.