L’AQUILA – “Il perdurare della situazione ci obbligherà eventualmente a intraprendere possibili forme di protesta nella capitale e la Regione, se necessario, scenderà in campo al fianco dei lavoratori”.

Questo l’impegno assunto oggi all’Aquila dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel corso dell’incontro avuto con una delegazione Micron formata da rappresentanti sindacali e lavoratori.

Per non arrivare alle maniere forti, comunque, il primo tentativo sarà quello di “chiedere con urgenza l’apertura di un tavolo di settore della microelettronica a livello nazionale, sollevando una sostanziale sfiducia verso lo scenario su cui sta incardinato oggi il tavolo ministeriale e convocare al più presto un incontro a Roma al ministero alla presenza del sottosegretario Claudio De Vincenti”.

Il governatore, il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, assessori e consiglieri hanno esaminato le questioni legate alla vertenza della multinazionale americana.

In stretto contatto con De Vincenti, che ha più volte contattato, Chiodi ha così sollecitato la convocazione del nuovo tavolo con la massima urgenza.

“La partita Micron – ha aggiunto – va condotta ai massimi livelli per salvaguardare lo stabilimento e l’intera forza lavoro. Il governo, quindi, cambiando il tavolo deve aprire una partita che riguardi l’intero settore della microelettronica. Questa è la base di partenza per evitare la strada dello smantellamento”.

Sindacati e lavoratori hanno sottolineato, infatti, come la Micron rappresenti una realtà industriale al top nella produzione delle memorie con un fatturato da 6 miliardi di euro. Dunque, di fatto, non sarebbe un’azienda in crisi.

Il timore è che voglia investire in altri Paesi e che oggi sia solo interessata a una soluzione industriale di basso profilo che potrà garantire una sopravvivenza di qualche anno appena.

Così come strutturato fino a oggi, il tavolo ministeriale non soddisfa pienamente sindacati e lavoratori, nonostante siano in corso comunque tentativi di salvaguardare l’occupazione e la struttura industriale.

Il principio da cui si intende partire è la necessità di cambiare logica del tavolo, puntando al un tavolo di settore, alle politiche industriali dei semiconduttori in Italia individuando così possibilità di sviluppo dello stabilimento avezzanese.

“Occorre lavorare tutti insieme in difesa di un sito industriale strategico non solo per l’Abruzzo ma per l’intero Paese – ha proseguito Chiodi – Chiediamo al governo la massima attenzione e il tavolo sulla microelettronica che possa sollecitare politiche industriali incisive per lo sviluppo di un settore strategico in raccordo con enti locali e parti sociali”.

“È in gioco il futuro di tutti i lavoratori e delle loro famiglie. Tuttavia, ci preoccupa questo avvicendamento del governo nazionale perché il rischio è che si possa rinviare la questione al prossimo governo”, ha concluso.