L’AQUILA – “In un contesto che non sembra ancora sufficientemente informato nel complesso sui danni e i rischi che l’enorme opera comporta, reputiamo impellente e doveroso ribadire la nostra posizione di ferma contrarietà alla realizzazione del metanodotto Snam”.

Il Partito democratico dell’Aquila si schiera contro la realizzazione del metanodotto Snam “linea adriatica”, che passerà per 167 km lungo la dorsale appenninica, partendo da Sulmona – dove è prevista la centrale di compressione – per arrivare a Foligno, attraversando diciotto comuni in provincia dell’Aquila, compreso quello del Capoluogo di Regione.

LA NOTA DEL PD

La Snam si sta avvicinando ogni giorno di più al nostro territorio, dove ha già iniziato la compravendita di terreni, nonostante il parere vincolante dell’Amministrazione separata di Paganica San Gregorio – proprietaria  nella zona di 36 ettari di terreno su cui dovrebbe passare il metanodotto – sia quello di contrarietà, come dovrebbe essere quello di qualsiasi amministrazione pubblica che non voglia svendere il proprio territorio.

Ora però veniamo a conoscenza di un nuovo pericoloso decreto che potrebbe scavalcare il parere degli usi civici per quanto riguarda i lavori compresi nel PNRR, dai quali la costruzione del metanodotto Snam in buona parte attinge. Un altro strumento per passare sopra le teste dei cittadini e che purtroppo sembra fare il palio con il Ddl liberticida appena passato alla Camera, che prevede aggravanti per chi manifesta e protesta pacificamente, con pene fino a 27 anni per chi resiste alla costruzione delle grandi opere.

Nel pieno della crisi climatica, con l’evidente siccità, il surriscaldamento dei mari e con davanti ai nostri occhi lo scioglimento del ghiacciaio più a sud d’Europa del Calderone, è assurdo si vada avanti con una politica che favorisce ancora una volta l’energia legata a fonti fossili, cioè esattamente quello che agenzie come quella internazionale dell’Energia (AIE) e l’ Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)hanno detto di non fare, mettendo in guardia l’Italia dal realizzare nuovi gasdotti.

Un’opera, quella del metanodotto, dal costo di 2,5miliardi, risorse evidentemente tolte agli investimenti per le energie rinnovabili, pensata quando i consumi del gas in Italia erano in crescita e che si vuole realizzare ora, quando il consumo del gas è crollato a 60 miliardi di metri cubi, 26 in meno rispetto al 2005 quando si è toccato il picco massimo.

Una infrastruttura che servirebbe non per il fabbisogno italiano di gas, ma per far diventare – dicono – l’Italia “Hub d’Europa del gas”, senza la controprova che il mercato Europeo ne abbia effettivamente bisogno.

Da realizzare con 700milioni di Fondi Pnrr (che però scadono nel 2027) e i cui costi generali andranno a gravare sulle nostre bollette per decenni senza esporre al rischio Snam, il vero attore interessato alla realizzazione dell’opera per evidenti interessi aziendali.

Noi per le nostre aree interne invece pensiamo a tutto un altro tipo di sviluppo, basato su un ripopolamento necessario che poggi le basi su servizi, cultura, agricoltura e turismo, valorizzando le biodiversità e i territori incontaminati.  Invece, proprio in queste nostre aree interne, si vuol far passare un tubo per cui è previsto l’abbattimento di 2milioni di alberi, creando un danno ambientale e paesaggistico a cui continueremo a opporci senza sosta.

Per non parlare del rischio di costruire una tale opera in una delle aree, la nostra, a più elevato rischio sismico in Italia, esponendo così le popolazioni ad un’ulteriore pericolo che di sicuro non meritano. Il tubo, prendendo in considerazione il solo territorio aquilano, passerà infatti a poche decine di metri da edifici e abitazioni, incrociando lungo il suo percorso anche l’autostrada e la statale 17, oltre che posti di valore culturale come – solo per citarne alcuni – il fontanile di Collebrincioni e la Madonna d’Appari a Paganica.

Il metanodotto, i cui scavi hanno un’ampiezza di 20metri x20, salvo salire a 20mx40 nelle zone più scoscese, arrivando da Navelli,Poggio Picenze e Barisciano passerà per Paganica, Collebrincioni edArischia, per poi andareverso i comuni di Barete, Pizzoli e Montereale, insistendo su valli e boschi incontaminati dal valore inestimabile e a cui le popolazioni sono legate, perseverando nella svalutazione di territori che invece andrebbero valorizzati.

Proprio la scarsa densità abitativa dei nostri territori sarebbe per Snam un elemento di forza per realizzare l’opera, in quanto lo reputata un indicatore di scarsa capacità di opposizione alla stessa.

Facciamo in modo che stavolta invece, a connetterci lungo il tracciato che dovrebbe percorrere il tubo, sia la solidarietà e non il gas, così da opporci alla devastazione del nostro territorio e lottare per il suo futuro e un’altra idea di sostenibilità ed area interna.

Noi del Partito democratico siamo a disposizione per lavorare in questa direzione con tutti i movimenti e le parti sociali e politiche e per questo vogliamo dare la nostra solidarietà agli attivisti che, qualche settimana fa, si sono incatenati davanti la centrale di decompressione a Case Pente, a Sulmona, per una protesta pacifica quanto determinata e simbolicamente importante.

Il Partito Democratico dell’Aquila e quello abruzzese, quando sono stati al Governo, si sono sempre opposti alla realizzazione del metanodotto a differenza della destra che oggi governa città, Provincia e Regione, che in un primo momento ha proclamato la sua contrarietà, salvo poi arrendersi e lasciar fare Snam.

A tutti loro ricordiamo che questa terra ha già dimostrato di non gradire chi dall’alto vuole decidere il nostro futuro. L’opposizione a una tale opera quindi – a tutti i livelli – sarà dura e  determinata per far valere la nostra diversa idea di area interna e i nostri diritti.