L’AQUILA – Nessun passo indietro da parte della Corte dei Conti che contesta al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e ai componenti della giunta del 2010 un danno erariale per oltre 450mila euro.

Nell’udienza di ieri, nella quale i difensori dei citati in giudizio come raccontato da AbruzzoWeb hanno provato a ribaltare le contestazioni, i giudici contabili hanno ribadito che l’amministrazione comunale avrebbe compiuto una serie di illegittimità nell’affidamento e gestione del servizio mense scolastiche.

L’avvocato Piermichele De Matteis, difensore di Stefania Pezzopane, all’epoca dei fatti assessore al Sociale, ieri ha anche depositato l’ordinanza con la quale il giudice penale Giuseppe Romano Gargarella ha archiviato la posizione del dirigente del Settore comunale competente Fioravante Mancini, dal legale ritenuta “dirimente” visto che riguardava colui che che ha materialmente provveduto all’espletamento della gara d’appalto.

De Matteis ha anche prodotto una memoria dove si sostiene che il Comune ha “conseguito un evidente vantaggio economico” dal passaggio dai pasti monorazione allo scodellamento, contrariamente da quanto sostenuto dall’accusa della magistratura contabile.

Agli assessori e al sindaco viene contestato l’aumento del prezzo dei pasti stabilito in corso d’opera, a bando cioè espletato e servizio in corso.

Al sindaco viene attribuito il 10%, pari a 45.498 euro, a Stefania Pezzopane il 65%, cioè 295.737 euro, agli assessori di allora, Giampaolo Arduini, Marco Fanfani, Ermanno Lisi, Giuliano Lalli e Roberto Riga, il 5%, pari a 22.749 euro ciascuno.

Era il 2010 quando l’esecutivo affidò la gestione delle mense scolastiche alla società Vivenda, producendo, secondo l’accusa, un danno erariale che supera complessivamente i 454 mila euro.

L’inchiesta della magistratura contabile ha preso le mosse da un esposto presentato il 19 luglio 2012 dall’avvocato Fausto Corti in rappresentanza di una società esclusa dall’aggiudicazione nella successiva gara.