ROMA – “Presidente Meloni, Francesco Silvestri è un uomo con la schiena dritta! Leggo ancora oggi di presunte ‘aggressioni sessiste’ attribuite al mio amico e collega Silvestri. Ma di cosa stiamo parlando? Lezioni di morale su una presunta denigrazione della femminilità arrivano da Montaruli? Donzelli? L’indignazione si alza dagli eredi politici di Silvio Berlusconi? Ma davvero??”.

Interviene così la deputata abruzzese M5S Daniela Torto nella bufera politica scatenata dalle dichiarazioni del deputato del Movimento 5 stelle Francesco Silvestri, 45enne romano, grillino della prima ora, che da aprile è anche il coordinatore regionale M5s in Abruzzo, che tra le altre cose ha detto: “Dopo il referendum si è detto che la linea del governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e di Trump, lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda” (Qui il link)

“La verità è molto più semplice – dice Torto -: Giorgia Meloni non aveva argomenti per rispondere e se l’è presa con l’unico deputato che ha avuto il coraggio di ricordare agli italiani una cifra precisa e incontestabile: 16 miliardi di euro destinati alla spesa militare. Sedici miliardi presi dalle tasche dei cittadini per finanziare armi e apparati bellici. È questa la ragione della rabbia che si leggeva negli occhi del Presidente del Consiglio. Altro che indignazione per parole travisate. Altro che polemiche costruite ad arte. Siamo davanti all’ennesimo diversivo per nascondere una verità scomoda: questo governo continua a destinare enormi risorse al riarmo mentre ospedali, scuole, pensioni e imprese attendono risposte”.

“Siamo di fronte a un governo che pretende di insegnarci quali guerre siano giuste e quali sbagliate – sottolinea – Un governo che si presenta in Europa con il cappello in mano e a testa bassa davanti ai potenti della Terra. E il problema sarebbe Silvestri? A chi oggi alimenta polemiche e strumentalizza quelle parole, voglio dire una cosa molto semplice: di ginocchia sbucciate dal lavoro nei campi ne ho viste tante, a cominciare da quelle di mio padre e di mia madre. E non mi è mai passato per la mente di associare il sollievo di quelle ferite a significati diversi da quelli più umani. La vergogna, da donna, la provo io! La provo vedendo persone in malafede trasformare ogni parola in un pretesto politico. E la provo sapendo che il collega oggi messo alla gogna è una persona che mi ha sempre rispettata, valorizzata e trattata esattamente come qualsiasi collega uomo”.

“La ricerca ossessiva della cattiva fede perfino in parole innocenti rivela una sola cosa: questo governo è rimasto senza argomenti. Dopo aver cancellato Opzione Donna, dopo aver trascurato investimenti fondamentali nella ricerca sul tumore al seno, dopo aver bocciato misure di sostegno agli asili nido e alla condivisione dei congedi parentali, oggi cerca di costruire scandali dove scandali non esistono. Lei è dalla parte delle donne Signor Presidente Meloni?!”.

“Il problema non sono le parole di Silvestri. Il problema sono le scelte del suo governo! Sono 4 anni che ci dimostra che non basta essere una donna al capo del governo per farci sentire tutte donne libere e tutelate! Lasciate in pace gli italiani e abbiate il coraggio di rispondere nel merito delle azioni dannose che continuate a mettere in atto. Oppure fate un passo indietro e tornate a casa, ma non venite a farci la morale. Proprio voi, no!”, conclude Torto.