TERAMO – “La memoria difensiva contro la nostra richiesta di incidente probatorio? È un’attività legittima che noi però non condividiamo, perché vogliamo che si arrivi alla verità nei tempi giusti come per tutti gli indagati, e con gli accertamenti tecnici che sono necessari. Le persone offese non devono scegliersi un colpevole ma devono anche loro cercare la verità dei fatti”.

Lo afferma l’avvocato Nicodemo Gentile, che insieme a Walter Biscotti difende il caporalmaggiore dell’esercito Salvatore Parolisi nell’inchiesta per l’omicidio di Melania Rea, moglie del militare.

Parolisi è l’unico indagato a piede libero per omicidio volontario aggravato, nel caso in questione.

“La famiglia di Melania non dovrebbe temere l’accertamento dei fatti – sostiene Gentile – perché arrivare a un contradditorio con tutte le parti che si confrontano di fronte ad un giudice terzo significa cercare di arrivare alla verità di quanto accaduto”.

“Il tradimento poi – aggiunge – non è penalmente rilevante, e anche se Salvatore è in difficoltà dal punto di vista etico, questo non vuol dire che su questo si debba fondare l’accusa”.

In relazione alle dichiarazioni di nuovi testimoni che hanno smentito ancora il racconto fatto dal militare della scomparsa di Melania dal pianoro di Colle S.Marco, il 18 aprile scorso, sostenendo che ne la donna uccisa ne il caporalmaggiore fossero presenti nell’area giochi tra le 14 e le 15.30 di quel giorno, il legale risponde : “Siamo abituati a testimoni a scoppio ritardato che altre volte, in altri processi abbiamo anche sbugiardato e fatto incriminare per falsa testimonianza”.