L’AQUILA – Salvatore Parolisi “aveva un’amante e questo è certo uno sport nazionale, ma non sufficiente per poter dire che e un uomo malato e che poteva fare questo”, ossia uccidere la moglie.
Così l’avvocato Nicodemo Gentile, all’uscita dall’aula al termine della seconda udienza del processo d’Appello al suo assistito, condannato in primo grado all’ergastolo con l’accusa di aver ucciso Carmela “Melania” Rea.
L’arringa di Gentile ha occupato l’intero pomeriggio protraendosi per cinque ore.
Quanto alla scelta di consegnare alla Corte delle lettere tra marito e moglie, secondo il legale “ha scelto di produrle per far capire alla Corte che non è colpevole, nonostante il difficile rapporto con la moglie le voleva bene”.
Secondo il secondo avvocato di Parolisi, Walter Biscotti, “abbiamo fornito argomentazioni di rilievo e siamo certi che la Corte avrà modo di riflettere. Abbiamo offerto documenti e prove – ha proseguito – e nella lunga discussione sono stati presentati elementi importanti con solide argomentazioni per smontare la ricostruzione che fa il giudice, per cui siamo convinti che l’accusa avrà perplessità”.
“Forse oggi Salvatore ha tentato di farsi uscire qualche lacrima, ma poi è stata la solita piagnucolata”.
Così Michele Rea, fratello di Melania, all’uscita dall’aula al termine della seconda udienza del processo.
“Ha dato alla Corte tre lettere che si era scritto con Melania qualche anno fa, non capisco come non abbia dato quelle che ha scritto dal carcere all’amante alla quale diceva di amarla”.
Michele Rea ha poi sottolineato che la famiglia rimane convinta del movente legato al famoso imbuto tra la moglie e l’amante.
“Ha fatto la cosa più tremenda – ha aggiunto il fratello di Melania – ha fatto la cosa più vigliacca e perciò merita la pena massima dell’ergastolo”.
Per l’avvocato Mario Gionni, difensore della famiglia Rea, “al di là dei ruoli, e i miei colleghi lo stanno facendo bene, le difese non sono riuscite a insinuare il dubbio. Non ho notato nulla di nuovo eccetto la motivazione della sentenza e il movente – ha sottolineato – però il mio pensiero è che gli elementi sulla colpevolezza di Parolisi ne escano rafforzati perché non sono emerse ipotesi alternative e persone alternative”.





