L’AQUILA – “È da tempo che mi astengo dall’intervenire sulle questioni relative all’amministrazione della nostra città, per un misto di dolore – sì, dolore – frustrazione, rassegnazione, indignazione per i troppi silenzi, assordanti, rispetto alla giusta effervescenza popolare che aveva caratterizzato gli anni della mia amministrazione, da destra a sinistra”.
A scriverlo in una nota, l’ex sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, replicando all’attuale primo cittadino, Pierluigi Biondi, in merito al contenzioso riguardante la costruzione del megaparcheggio di Collemaggio, tra Comune e la Imprepar-Impregilo, poi confluita in Hce Costruzioni spa, che deve restituire all’Ente 5,7 milioni di euro, dopo la sentenza della Corte d’Appello e delle azioni esecutive messe in atto dalla Ragioneria comunale.
“Oggi mi vedo però costretto a rispondere all’incredibile e confuso comunicato di Biondi sulla vicenda del megaparcheggio di Collemaggio, annosa vicenda risalente agli anni novanta, momentaneamente conclusasi in sede di Appello, ma che ancora si trascina in Cassazione. Nel suo comunicato, pieno di ridicole ricostruzioni Biondi conclude, mentendo sapendo di mentire, che noi avremmo lasciato cadere la cosa, rassegnati a perdere la causa ‘secolare’, ed aggiunge che ‘la causa sarebbe stata persa ed anzi adesso, con ogni probabilità, si starebbe parlando dell’ultimo saldo da pagare per uno dei tanti accordi scellerati messi in atto da Cialente e dalla sua coalizione’. Mente sapendo di mentire per un semplice fatto: il ricorso in Appello, vinto dal Comune dell’Aquila, risale al 2015, e fu una nostra scelta, così come fu una nostra scelta non pagare subito le somme perché certi che avremmo ottenuto una profonda revisione nel giudizio di secondo grado”, dice Cialente.
Secondo Cialente, Biondi “mente anche quando dice che non c’era copertura per i debiti fuori bilancio, visto che lasciammo cifre notevolissime per debiti ereditati dalle amministrazioni di centrodestra. Tutto documentato agli atti. La strategia processuale è stata sempre condotta seguendo le indicazioni dei nostri dirigenti, dell’Avvocatura e della Ragioneria. Spiace che nel comunicato, ambiguo e confuso, si lasci trasparire qualche responsabilità a carico del bravissimo dirigente di allora, Fabrizio Giannangeli, ora approdato alla Regione Abruzzo; come altri, andati via dal Comune dell’Aquila”.
“Perché il sindaco se ne esce con questo comunicato, pieno di falsità, travisante la realtà?”, si domanda Cialente; “due possibili spiegazioni: la prima è che, nonostante una finta tracotante sicurezza, il centrodestra comincia a respirare il fastidio fra i cittadini, la delusione e l’allontanamento degli elettori che lo avevano premiato. La riprova è nelle continue divisioni e polemiche, i tentativi di smarcamento da molte vicende delle diverse forze di maggioranza, e non ultimo la speranza del Sindaco, indebolito dagli ultimi accadimenti, quali ad esempio la cacciata del Direttore generale della ASL Roberto Testa, di evitare di ricandidarsi per non doversi riproporre all’elettorato”. La seconda possibile spiegazione, “che traspare nella narrazione della vicenda, come se si fosse trattata della madre di tutte le battaglie, sta forse nel fatto che lui, confinato nella precedente esperienza di Sindaco di un bellissimo centro ma dalle dimensioni di un condominio, l’ha vissuta senza comprendere che per una città importante essa è abbastanza consueta e si affronta, avendo un minimo di cultura amministrativa, ascoltando i Dirigenti, risorsa fondamentale di grandi enti. Dirigenti che non si cacciano o allontanano, essendo servitori dello Stato”.
“A proposito di accordi scellerati, aver ceduto la caserma Rossi all’Agenzia del Demanio è stato un tradimento delle giuste attese e dei precedenti accordi intercorsi tra Comune e Ministeri. Quello sì che è un accordo scellerato, tuttora inspiegabile. Vicenda che però non sembra aver destato interesse tra i cittadini e le forze politiche”, conclude in un post scriptum.





