CHIETI – “È impensabile che la Regione Abruzzo, Provincia, Comuni, Magistratura e Forze dell’Ordine possano consentire questa ulteriore cementificazione, palesemente priva delle necessarie autorizzazioni, senza un deciso intervento di stop”.

Lo dicono in una nota le associazioni di categoria che hanno organizzato a Chieti un presidio nella zona del centro commerciale Megalò, per manifestare contro la costruzione di un secondo agglomerato commerciale.

Tra i presenti al presidio i consiglieri regionali Mauro Febbo (Forza Italia) e Sara Marcozzi (Movimento 5 Stelle), l’ assessore alle attività produttive del Comune di Chieti Carla Di Biase, e consiglieri comunali teatini dei diversi schieramenti.

“In ogni caso – assicurano – le associazioni di categoria, gli ambientalisti e quanti altri vogliano partecipare, ben consapevoli del danno ambientale ed economico che si sta minacciando per un territorio già duramente colpito, continueranno in ogni sede la loro legittima battaglia in difesa degli interessi della collettività e chiedono alle Autorità ad ogni livello di attivarsi per impedire ulteriori scempi”.

“Questo – spiega il delegato regionale Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio – è un terreno permeabile che, quando ci sono eventi meteo, assorbe acqua: nel momento in cui cementifichiamo questo terreno, l’acqua non sarà assorbita più e finirà o per scivolo direttamente, oppure con le pompe che funzionano ogni volta che c’è una piena, e verrà buttata nel fiume”.

“Quindi aumenterà la portata del fiume Pescara in maniera eccessiva e di conseguenza aumenterà il rischio a monte a valle che già è presente. Abbiamo fatto una diffida alla ditta e ai Comuni di Chieti e Cepagatti – conclude Di Tizio – perché venga impedito l’avvio di questi lavori”.