L’AQUILA – “Bisogna ridurre questi fenomeni attraverso una grande trasparenza nell’assegnazione dei cantieri”.

Lo ha affermato ieri il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a margine del tavolo tecnico sulla ricostruzione che si è tenuto come evento conclusivo del Salone della Ricostruzione, in relazione al caso dell’imprenditore edile al quale sarebbe stata chiesta una mazzetta in cambio di un appalto.

Il primo cittadino nei giorni scorsi ha richiesto l’intervento della magistratura per fare chiarezza su questa vicenda, sollevata dal Fatto Quotidiano.

Secondo quanto riportato dal giornale, nel caso sarebbe coinvolto anche un politico aquilano. All’imprenditore, come ha raccontato lui stesso ai giornalisti del quotidiano, sarebbero stati chiesti soldi per avere il voto favorevole in assemblea di condominio. Duecentomila euro, per l’esattezza, una mazzetta, a lui richiesta da “amministratori di condominio, ingegneri ma anche proprietari”, come ha spiegato nella videointervista.

Sulla vicenda, che ha suscitato molto clamore, sono intervenuti anche il presidente dell’ordine degli ingegneri della Provincia dell’Aquila, Paolo De Santis, che ha detto che “se il fenomeno esiste bisogna scardinarlo”.

Il presidente dell’ordine provinciale degli architetti, Gian Lorenzo Conti, ieri ha invitato chi ha parlato con i media a fare i nomi e “consenta alla magistratura di capire chi sono i nemici della ricostruzione”.

L’inchiesta sulle anomalie nell’affidamento dei lavori di ricostruzione realizzata tempo fa da AbruzzoWeb non è piaciuta al presidente provinciale degli amministratori di Condominio dell’Anaci, Mauro Basile, che ha querelato per diffamazione questo giornale. (e.m.)