L’AQUILA – È tornato a scavalcare la ringhiera del balcone di casa per minacciare di nuovo il suicidio, Carlo Sordini, il 40enne aquilano che ci aveva già provato giovedì per protestare contro le maxi bollette del progetto C.a.s.e. dell’Aquila e contro la chiusura dell’acqua nei confronti dei morosi da parte del Comune.

Nella sua abitazione di Cese di Preturo l’acqua non è tornata, nonostante le rassicurazioni del sindaco Massimo Cialente e di qualche assessore che lo avevano indotto a desistere dall’insano gesto.

A scatenare la rabbia dell’uomo una bolletta da 800 euro che gli ha inviato il Comune, dopo che faticosamente, a rate da 31 euro, era riuscito a onorare quella precedente.

Dopo una lunga trattativa l’uomo era sceso, ma a Cese di Preturo ieri mattina sono dovuti carabinieri, 118 e vigili del fuoco con la scala.