L’AQUILA – “Auguro alle Province italiane di servire con onore e con successo le loro comunità. E’ tempo di ripresa, dopo la transizione che le ha riguardate, è tempo di ripartire, al più presto”.
Queste le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la settima volta a L’Aquila, accolto da uno scrosciante applauso, al ridotto del Teatro comunale, al termine della prima delle due giornate dell’Assemblea Nazionale delle Province italiane, ospitata quest’anno, nel capoluogo d’Abruzzo.
Un centinaio le persone assiepate dietro le transenne che hanno aspettato il presidente Mattarella che, sceso dall’auto presidenziale, ha salutato con la mano e si è diretto verso l’entrata, accolto dal vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente, dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, dal presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, vicepresidente dell’Upi e dal presidente nazionale Upi, Michele De Pascale, presidente della provincia di Ravenna.
Ha detto ancora Mattarella: “Il Pnrr è un banco di prova anche per le Province, che sono soggetti attuatori di importanti progetti. L’Upi ha segnalato criticità nei processi di pagamento, e problematiche nella rendicontazione. Sono questioni da esaminare con attenzione: i progetti che vi riguardano hanno valenza strategica, il Paese trarrà beneficio dalla loro attuazione.
La Costituzione disegna una articolazione della pubblica amministrazione tra Stato, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni, un governo multi-livello ispirato ai principi della democrazia e della sussidiarietà, le cui fondamenta poggiano sull’uguaglianza nella libertà, nei diritti, nei servizi essenziali, nelle opportunità dei cittadini, ovunque sia il territorio in cui vivono”.
Ultime due visite all’Aquila del Capo dello Stato quella del 30 aprile scorso, per i trent’anni della scuola sottufficiali della Guardia di finanza, e prima ancora nel settembre 2019 alla scuola elementare Mariele Ventre per l’inaugurazione dell’anno scolastico. La sua prima visita è stata quella invece del 16 novembre del 2015 alla Casa dello Studente, distrutta dal sisma del 2009, all’università e alla frazione di Onna, tra le aree più colpite dal sisma nel quale complessivamente sono morte 309 persone, migliaia i feriti e 70 mila sfollati.
Ha proseguito Mattarella: “Avete posto al centro di questa vostra assemblea la prospettiva di “nuova Provincia”, con identità e competenze più chiare, con un ruolo propulsivo su alcuni temi e, ovviamente, con le risorse conseguenti e con autorevolezza democratica – per poterli esercitare al meglio. Ora questa proposta è offerta al confronto avviato in Senato, sulla base di disegni di legge presentati da diversi gruppi e di un testo unificato adesso all’esame della commissione Affari costituzionali. La composizione politica plurale, e la responsabilità comune, dell’Unione delle Province d’Italia può fornire al Parlamento elementi preziosi di esperienza e di conoscenza”.
E ha aggiunto: “Le norme attualmente in vigore, che disegnano strutture e ambiti delle Province, sono legate a una transizione interrotta e anche per questo, indipendentemente dai giudizi sul merito del percorso allora ipotizzato, giudizi che io non posso esprimere, creano vuoti e incertezze che non possono prolungarsi, rischiando che cittadini e comunità paghino il prezzo di servizi inadeguati, di competenze incerte, di lacune nelle funzioni di indirizzo e coordinamento. La Costituzione richiede di essere attuata”.
“Questa Assemblea è orientata a rinnovare e rafforzare l’istituzione provinciale per rispondere, con maggiore efficacia, alle esigenze reali dei cittadini; e per consentire alle nostre comunità di affrontare meglio le sfide di questo tempo. Con la Costituzione repubblicana, le Province sono diventate la mappa di un Paese articolato, che rispetta la varietà dei territori e avverte come un valore l’articolazione istituzionale. Questo approdo è dovuto alla solidità del radicamento delle province nella vita d”Italia e alla determinazione con cui questo ruolo è stato difeso nel tempo”.
Ha detto il presidente nazionale Upi, Michele De Pascale, “Felici di essere qui a L’Aquila, capoluogo di Regione e di una delle principali province italiane. Per noi è un momento molto importante, siamo in attesa di parole chiare da parte del governo sul processo di riforma, stiamo attuando una parte significativa del Pnrr. Tanti territori pretendono rispetto e chiedono di essere considerati”.
E ha aggiunto: “Un fatto storico, la presenza oggi del presidente della Repubblica, il regalo più bello che potessimo ricevere. Al governo chiediamo di proseguire con il corretto rapporto istituzionale per l’attuazione del Pnrr. Chiediamo le risorse che ci spettano per colmare lo squilibrio, circa 800 milioni di euro di sottofinanziamento, si spera in tempi celeri. Chiediamo di concludere il processo di riforma, siamo normati da una legge di 10 anni fa, approvata in attesa di referendum costituzionale, non possiamo essere normati ancora da una legge transitoria”
Sui costi della riforma e la reintroduzione delle giunte provinciali retribuite ha osservato: “sarà un costo contenuto, tra 50 e 80 milioni di euro per tutte le province italiane, necessari per ridare ruolo e prestigio e piena operatività all’ente provinciale, il presidente è del resto già retribuito”. Per quanto riguarda la restituzione delle deleghe: “Non serviranno molte assunzioni di personale, nel riavere indietro dalle Regioni le deleghe trasferite con la Delrio, con in larga parte le rispettive strutture e personale. Noi però chiediamo anche di potenziare i nostri uffici che si occupano di progettazione e che svolgono il ruolo di stazione unica appaltante perché oggi ci sono tante risorse del Pnrr che sono ferme, e le province potrebbero avere un ruolo prezioso e decisivo”
A fare gli onori di casa Angelo Caruso, presidente della provincia dell’Aquila e vice presidente dell’Upi, sindaco di Castel di Sangro: “La presenza del presidente della Repubblica sottolinea conferma l’importanza delle province e soprattutto un momento che vede il Parlamento italiano impegnato nel processo di riforma. Una presenza unica, va ancora una volta ricordato, nella storia delle assemblee dell’Upi”.
Quanto riguarda i fondi del Pnrr: “Abbiamo avuto buone disponibilità dal Pnrr, ma abbiamo le difficoltà di attuazione come avviene del resto in tante altre amministrazioni pubbliche stiamo facendo tutti gli sforzi possibili, per rafforzare l’apparato, in quanto le tempistiche vanno rispettate rigorosamente. E rappresenta un’occasione unica per il nostro paese e i nostri territori. Anche qui in Abruzzo le opere progettate e messe in cantiere sono di straordinaria importanza per il rilancio del territorio”.
I lavori dell’assemblea nazionale sono iniziati con l’introduzione di Laura Pernazza presidente della provincia di Terni a seguire il saluto istituzionale di Angelo Caruso, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.
Questo un passaggi del suo intervento: “La mezza riforma delle Province è una storia di razionalità che non ha tenuto conto della realtà. Passata l’onda dell’antipolitica, le Province sono diventate così il simbolo della politica che torna a riappropriarsi dei suoi spazi decisionali. Per questo il Testo Unificato per le riforme delle Province e delle Città metropolitane depositato, lo scorso giugno, alla Commissione Affari costituzionali del Senato costituisce un risultato considerevole. Le Province, dimezzate dalla riforma Delrio, hanno continuato ad operare e con i finanziamenti del PNRR sull’edilizia scolastica hanno dimostrato capacità di programmazione, progettazione e investimento. All’Aquila, a causa del sisma, le scuole rappresentano un obiettivo strategico di grande impatto per la ricostruzione e per porre le basi di un futuro forte e credibile per le giovani generazioni e per il territorio tutto”.
A seguire la relazione del presidente nazionale Upi che in linea di continuità con Biondi, in un passaggio del suo intervento ha ricordato quanto segue:
“Durante l’alluvione che ha colpito tutta l’Emilia Romagna, le Province hanno avuto un ruolo decisivo. Abbiamo saputo rispondere con efficienza nel momento dell’emergenza, della furia dell’acqua, delle frane che devastavano tutto, sia nella sfida della ricostruzione. Il personale delle nostre Province è stato letteralmente erooico. Le polizie provinciali hanno salvato centinaia di vite delle ore dell’alluvione. La conferma del vuoto creato dalla cancellazione sbagliata delle province della catena della Protezione civile. Un vuoto superato dai fatti, per il senso di responsabilità di tutti gli amministratori verso le nostre comunità”.
Ha detto il vice presidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente: “È stata una giornata storica non soltanto per la comunità aquilana ma per tutto l’Abruzzo: la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’assemblea Upi, è stata motivo di grande orgoglio per tutti noi abruzzesi e ha dato ulteriore lustro e prestigio ad un evento di grande importanza come l’assemblea nazionale Upi. E’ stata un’interessante occasione di confronto su temi di grande attualità per promuovere una ulteriore riflessione sul ruolo che le Province possono avere nel prossimo futuro, nel nostro Paese, in termini di efficienza. A tal proposito – prosegue – intendo rivolgere un personale plauso al presidente della provincia dell’Aquila e vice presidente Upi, Angelo Caruso, per aver fatto sì che questo evento si svolgesse nel capoluogo, alla presenza, oltre che del capo dello Stato, di illustri rappresentanti del Parlamento e del Governo”.
In particolare, sulla legge, in esame in Senato, per la definizione delle nuove funzioni degli enti provinciali, Imprudente sottolinea come “le Province tornerebbero a giocare un ruolo fondamentale quale punto di riferimento per i territori, contribuendo a migliorare l’efficienza nell’erogazione di servizi come istruzione, trasporti sanità. Permetterebbero, inoltre, di decongestionare le Regioni, riducendo la frammentazione amministrativa ed evitando la duplicazione delle risorse. Restituirebbero – conclude – rappresentatività, competenze e funzioni fondamentali per lo sviluppo dei territori
A chiudere i lavori domani sarà il vicepresidente del Consiglio e ministro per le Infrastrutture ed i Trasporti, Matteo Salvini: sempre nella giornata di mercoledì è annunciata la presenza dei ministri Raffaele Fitto, Affari Europei, della Coesione territoriale e del PNRR, e Paolo Zangrillo, della Pubblica amministrazione.
Prima della chiusura dei lavori si terrà una tavola rotonda a cui parteciperanno Michele De Pascale e parlamentari di ogni schieramento politico: Francesco Boccia (Pd), Stefano Candiani (Lega), Mariastella Gelmini (Azione), Alessandra Maiorino (M5S), Nazario Pagano (FI) e Marco Silvestroni (FdI).
Al centro del dibattito sarà ancora il superamento di fatto della riforma del 2014 del ministro del Partito democratico Graziano Delrio, che ha declassato le Province ad enti di secondo livello, che si occupano solo di viabilità, edilizia scolastica e poco altro, senza più giunta e assessori, e con l’elezione dei presidenti e consiglieri non più da parte dei cittadini, ma dei soli sindaci e consiglieri comunali, dalle cui file devono del resto provenire gli amministratori provinciali. Questo in vista della loro futura abolizione, riducendo drasticamente i trasferimenti economici, le deleghe, e il personale.
In Abruzzo le Province si occupano da allora sono di edilizia scolastica, viabilità e alcune pratiche ambientali. Solo recentemente è stato ripristinato lo stipendio per il presidente, la cui funzione era inizialmente a titolo gratuito. Ora il progetto è quello di ripotenziare gli enti, e di tornare all’elezione diretta di presidente e consiglieri, nonché al ripristino della giunte.







