L’AQUILA – Il giudice del tribunale dell’Aquila Adolfo Di Zenzo ha assolto dall’accusa di circonvenzione di incapace, falso ideologico e concorso in falso di certificazione medica Fabiana Ludovici, 59enne dell’Aquila.

La donna era finita alla sbarra dopo la morte del marito, il noto ingegnere Volfango Millimaggi, a luglio del 2013 scomparso a soli 56 anni al termine di una lunga malattia.

Il giorno prima del decesso i due contrassero il matrimonio dopo una decennale convivenza, questo ha scatenato la reazione di alcuni parenti dell’uomo che presentarono denuncia nei confronti della Ludovici.

Il pubblico ministero, a seguito della denuncia, aveva chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari un sequestro conservativo per circa 1,5 milioni di euro. Secondo l’accusa, infatti, il matrimonio era stato celebrato all’ultimo momento per mettere mano alla corposa eredità, quando l’uomo era incapace di intendere e di volere.

Insieme alla vedova, sono stati assolti anche il fratello di Millimaggi, Claudio, l’ufficiale di stato civile del Comune di Scoppito Anna Cinzia Mattei, che aveva attestato che il matrimonio si è svolto senza vizi di volontà, e il medico Francesco Del Signore, che aveva redatto un certificato nel quale si sosteneva che Millimaggi era in grado di intendere e di volere.

Le persone costituite parti civili erano Marcello, Danilo, Massimo e Iris, fratelli dell’ingegnere.

La Ludovici è stata assistita dagli avvocati Vincenzo Calderoni e Cesidio Gualtieri, mentre Attilio Cecchini ha difeso Claudio Millimaggi, Stefano Rossi Anna Cinzia Mattei e Claudio Verini il medico Del Signore.

Le parti civili sono state difese dagli avvocati Marcello Madia e Giacomo Scicolone. (red.)