L’AQUILA – Sono stati 4.137 i matrimoni celebrati in Abruzzo nel 2016, a giurarsi amore eterno davanti al prete sono state 2.437 coppie, mentre in 1.700 hanno preferito pronunciare il fatidico “Sì” davanti all’ufficiale dello stato civile.

I dati emergono da uno studio realizzato dalla Camera di commercio di Milano e pubblicato dal quotidiano Il Centro, secondo il quale in Italia, tra il 2015 e il 2016, i matrimoni sono aumentati del 4,6 per cento, attestandosi a quota 203.258, dei quali 107.873 celebrati con rito concordatario.

Un business che a livello nazionale vale 15 miliardi di euro. Dei 4.137 matrimoni celebrati in Abruzzo nel 2016, 420 hanno riguardato coppie “miste”, vale a dire il 10,2 per cento del totale.

A prevalere è il modello formato da sposo italiano e sposa straniera (341), mentre sono state solo 79 le unioni tra una sposa abruzzese e uno sposo straniero.

Complessivamente, i matrimoni misti hanno visto un leggero aumento nel 2016 rispetto all’anno precedente (2,4 per cento), quando erano stati 410.

La provincia dove si è registrato il maggior numero di matrimoni misti è Teramo (117), seguita da Chieti (113), L’Aquila (99) e Pescara (91). In Italia i matrimoni misti sono stati 18.872, cioè il 9,3 per cento del totale.

In aumento anche i wedding planner, figure professionali che si occupano della pianificazione dell’evento, seguendo passo passo gli sposi e senza lasciare nulla all’improvvisazione.

Al 31 dicembre 2017 in Abruzzo, erano attive 2.226, vale a dire il 31 per cento in più rispetto allo scorso anno. In Italia, invece, sono circa 83mila le imprese che ruotano intorno al mondo del matrimonio.

In Abruzzo, sempre secondo i dati della Camera di commercio di Milano, ci sono 632 imprese che operano nel settore del confezionamento degli abiti; 446 quelle impegnate nel commercio al dettaglio di fiori e piante; 46 si occupano del commercio al dettaglio di bomboniere; 23 della fornitura di pasti preparati (catering per eventi), 258 le attività di riprese fotografiche, 7 agenzie matrimoniali e d’incontro, 30 imprese impegnate nell’organizzazione di feste e cerimonie.

Le province a più alto quoziente di nuzialità (numero di matrimoni per mille residenti), sono Vibo Valentia (5,3), Reggio di Calabria e Salerno (4,8), Agrigento e Benevento (4,6), Crotone (4,5), Palermo (4,4), Catania, Napoli e Trapani (4,3). Le province dove si è meno disposti a impegnarsi per la vita sono Ancona, Lodi, Monza e Brianza, Pesaro e Urbino, Prato e Reggio nell’Emilia (2,7), Carbonia-Iglesias (2,6), Belluno, e Rovigo (2,5) e Milano (2,3).

L’Abruzzo si colloca quasi a metà, con un indice di nuzialità pari a 3,1 matrimoni ogni mille abitanti.