CHIETI – Un mistero avvolge la chiusura del punto nascita di Ortona prevista tra due soli giorni, lunedì 31 agosto: ad appena 48 ore dalla data fatidica non è ancora dato sapere se sono stati completati e collaudati i lavori di adeguamento dei reparti di maternità degli ospedali di Chieti, Lanciano e Vasto, che dovranno accogliere un maggior numero di partorienti, come pure la rete di trasporto d’urgenza, e c’è il sospetto, e in alcuni casi la certezza, di fortissimi ritardi.

L’arcano lo svelerà Pasquale Flacco, direttore sanitario della Asl numero 2 Lanciano-Vasto-Chieti, lo stesso assessore regionale Silvio Paolucci, lunedì prossimo, il giorno stesso della chiusura del punto nascita di Ortona, questa invece sicura al 100 per cento.

Una coincidenza che sta finendo per creare il massimo della suspense e alimentare così le preoccupazioni e le accuse di scarsa trasparenza e serietà da parte di Asl e Regione, come fa il Nursid, l’Intersindacale sanitaria abruzzese, composta da una quindicina di sigle e comitati cittadini.

Flacco ad AbruzzoWeb si limita ad affermare che “è tutto a posto, le partorienti non devono temere nulla”.

Ma c’è chi avanza in queste ore forti dubbi, e teme che dietro quesito silenzio si nasconda, in realtà, un cronoprogramma incompleto.

La stessa preoccupazione, ma con più ampi margini di tempo per agire, la si vive nei territori dove sono previste le chiusure degli altri tre punti nascita, stabilite dal decreto 10 del febbraio 2015 del commissario della sanità nonché presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.

Si tratta di Atri (Teramo) il 31 ottobre, Penne (Pescara) il 15 novembre, e infine Sulmona (L’Aquila), per la quale non è stata fissata la data di chiusura, in quanto va prima potenziato il percorso di “messa in sicurezza” e di allestimento di un punto di elisoccorso attrezzato a servizio del capoluogo peligno.

LA DELIBERA

La delibera della direzione della Asl chietina è firmata dallo stesso Flacco, essendo ancora vacante la figura del direttore generale dopo le dimissioni di Francesco Zavattaro, avvenute in polemica con il nuovo corso dalfonsiano. Nel testo si specificano tutti gli interventi da realizzare negli ospedali vicini per compensare la chiusura del punto nascite di Ortona.

All’ospedale Sant’Annunziata di Chieti vanno ricollocati gli ambulatori di Oncologia pediatrica e Ginecologia chirurgica, con 4 nuovi posti letto, vanno ottimizzate la Clinica pediatrica, con 18 posti letto, il Nido e la Neonatologia,18 posti, oltre a Ostetricia, 22 posti, e Patologia ostetrica con 7 posti, infine va realizzata una terza sala parto.

Il tutto doveva essere concluso entro il 31 luglio, ma la scadenza, questo è certo, non è stata rispettata.

Al Renzetti di Lanciano la delibera prevede, con tempi più ampi, entro il luglio 2016, il potenziamento delle due sale parto e la realizzazione di una sala operatoria dedicata.

Infine gli interventi al San Pio da Pietrelcina, di Vasto, dove vanno potenziate entro gennaio 2016 le tre sale parto e le due sale travaglio e va realizzata una nuova sala operatoria.

Ci sono poi tutti gli interventi, solo citati da questa delibera, relativi al servizio di trasporto assistito materno (Stam), e di Emergenza neonatale (Sten), che dovranno garantire velocità e sicurezza del trasbordo delle partorienti di Ortona e del suo bacino territoriale verso i punti nascita di Chieti, Lanciano e Vasto.

SINDACATI IN RIVOLTA

Delle scarne rassicurazione del direttore sanitario Flacco, “tutto a posto”, non si fida affatto il Nursind che, con il coordinatore, Walter Palumbo, torna a lanciare l’allarme.

“Sono settimane che chiediamo notizie dettagliate e comunicazioni ufficiali sullo stato dei lavori, ma non riceviamo nessuna risposta – si sfoga con AbruzzoWeb – Un’omissione gravissima perché a partire dalla prossima settimana è in gioco la salute di partorienti e neonati”.

E il Nursind ha così ieri inviato una richiesta di sospensione del decreto commissariale di chiusura.

“Alla data odierna non è dato sapere se i cronoprogrammi per l’adeguamento delle strutture e del personale dei punti nascita da potenziare in ogni azienda siano stati inviati alla struttura commissariale – si legge nella missiva – tanto che l’opinione pubblica e gli operatori sanitari non sono a conoscenza se, come richiesto, i punti nascita di Avezzano, Chieti, Lanciano, L’Aquila, Pescara, Sant’Omero, Teramo e Vasto siano pronti a soddisfare le maggiori richieste di parti”.

Palumbo torna anche a porre l’accento sui trasferimenti previsti del personale medico dal punto nascita in chiusura di Ortona a quelli di Chieti e Lanciano che resteranno operativi con carichi aumentati.

“Anche qui la Asl non ci ha comunicato nulla relativamente al piano di riorganizzazione del personale, operazione delicatissima, che riguarda decine di addetti”, sbotta.

Torna sulla vicenda anche il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, che accusa di irresposabilità la Regione, mentre Simone Ciccotelli, coordinatore di Forza Italia di Ortona, non perde occasione di rimarcare “l’opposizione inconsistente” alla chiusura del punto nascita da parte del sindaco, Vincenzo D’Ottavio, confermando che “non abbiamo notizia dell’attivazione del Servizio trasporto in emergenza neonatale, né del Sistema di trasporto materno assistito”.

“La Regione non offenda gli ortonesi dicendo che la riorganizzazione dei punti nascita viene fatta per un discorso di sicurezza perché è evidente che le parole sono smentite dai fatti”, tuona dunque l’esponente forzista.

Il sindaco D’Ottavio, dalla sua, aveva scritto la settimana scorsa al prefetto, Antonio Corona, chiedendogli di congelare la chiusura in attesa di avere certezza sull’avvenuta realizzazione dei lavori previsti dal cronoprogramma. Richiesta caduta nel vuoto. Ora non resta che aspettare lunedì prossimo, quando ogni arcano sarà svelato.