TERAMO – La federazione regionale e quella teramana di Sinistra Italiana “condividono le preoccupazioni emerse in questi giorni in seguito all’articolo pubblicato dal giornale online Primadanoi in merito al trasporto di materiale radioattivo per i laboratori dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare legato all’esperimento Sox (Short distance neutrino Oscillations with boreXino)”.

Si legge in una nota a firma di Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra italiana, e Stefano Ciccantelli, segretario della sezione provinciale teramana.

Domani del caso parlerà alle 11 a Palazzo Silone, all’Aquila, sede della Giunta regionale, il vice presidente Giovanni Lolli, mentre il Wwf ha già chiesto i dettagli ai Laboratori. 

Mentre si dovrebbe scegliere di togliere i materiali potenzialmente pericolosi per l’acquifero già presenti dentro i laboratori – si legge ancora nella nota di Licheri e Ciccantelli – si effettuano test e simulazioni per lavorare nel senso esattamente opposto destando forte disagio e paura per la cittadinanza che non dimentica  le diverse emergenze sulla potabilità dell’acqua, l’ultima a maggio di quest’anno. 

Stupisce inoltre l’assoluto silenzio della Regione (e del Partito democratico, azionista principale della maggioranza di governo) che dinanzi ad un caso preoccupante di questa portata sconfessa lo stesso protocollo firmato a metà settembre da ben 15 enti (tra cui il Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga, silente al pari della Regione) per garantire maggiore informazione, coordinamento e controllo tra le diverse realtà coinvolte”. 

“Ancora una volta si conferma il fatto che si possono realizzare le normative migliori del mondo ma se non c’è la volontà politica ed operativa di garantire la trasparenza queste hanno una valenza limitata e nel caso specifico l’errore è stato fatto a monte scegliendo di non coinvolgere rappresentanti delle associazioni e della cittadinanza attiva nell’apposito gruppo di lavoro”, proseguono gli esponenti di Sinistra italiana. 

“Come partito abbiamo prontamente informato l’on. Serena Pellegrino deputata di Sinistra Italiana e vice-presidente della commissione ambiente che già si era occupata dell’acqua del Gran Sasso con un’interpellanza a maggio e che sta valutando lo strumento migliore per chiedere chiarezza ed esercitare una vera funzione di controllo”, concludono.