AVEZZANO – La primavera si avvicina e con essa le elezioni, e anche nella Marsica si intensificano le grandi manovre e gli audaci riposizionamenti volti alla conquista di un seggio in Parlamento alle prossime Politiche.
Protagonisti, ancora una volta, innanzitutto, i fratelli Di Pangrazio, con un’indiscrezione che ha, però, del clamoroso: Giovanni, ex sindaco della coalizione di centrosinistra, sconfitto a giugno alle urne, punterebbe addirittura a un posto in lista con il centrodestra, tornando insomma al suo primissimo amore politico.
Dall’altra parte Giuseppe, presidente del Consiglio in carica, resta invece fedele alla linea ed è pronto a correre per il Partito democratico, come già raccontato da AbruzzoWeb.
Dato sicuramente in corsa anche Angelo Di Paolo, sindaco di Canistro, che, dopo un lungo pergrinare tra gli schieramenti. ha appena aderito ad Idea-Popolo e libertà, il movimento guidato dal senatore Gaetano Quagliariello.
Ad affollare la platea dei pretendenti c’è anche il deputato uscente Filippo Piccone, sceso dalla barca oramai alla deriva di Altenativa popolare, ma sarà difficile che possa spuntare una candidatura, visto che prima di lui ci sono tanti altri in attesa di staccare un biglietto per Roma, a cominciare dal consigliere regionale di Forza Italia Emilio Iampieri.
In ogni caso, per tutti gli aspiranti onorevoli marsicani, quelli citati e quelli che a breve usciranno allo scoperto, non sarà facile sedersi sugli scranni dorati del Parlamento.
In Abruzzo saranno infatti eletti 21 onorevoli con il maggioritario nei collegi cosiddetti uninominali eletti 5 deputati e 2 senatori; dai listini bloccati del proporzionale altri 9 deputati e 5 senatori. Al netto dei paracadutati dalle segreterie nazionali in posti “blindati”, e dei seggi riservati agli onorevoli uscenti, non rimarranno poi molti posti per i “novizi”, tenuto conto anche che i collegi proporzionali di Camera e Senato ridisegnanti comprendono tutta la provincia dell’Aquila e Teramo, dove sono tanti e estremamente comeptitivi gli aspiranti candidati.
A ogni buon conto, da insistenti indiscrezioni, il traghettatore di Gianni Di Pangrazio per la sua attraversata dal campo del centrosinistra a quello a oggi considerato molto più fertile, sondaggi alla mano, del centrodestra, sarebbe nientemeno che il conterraneo e suo grande amico Gianni Letta, l’abilissimo e intramontabile tessitore del ventennale potere di Silvio Berlusconi, tornato alla ribalta e a cui spetta la prima e l’ultima parola per la composizione delle liste. Letta, in caso di governo delle larghe intese, è uno dei papabili per la carica di premier, e comunque in ogini caso per ruoli di altissmo lignaggio.
C’è chi ricorda, per perorare la previsione, che Gianni Di Pangrazio ha avuto un passato da simpatizzante di Alleanza nazionale. Nella campagna elettorale delle amministrative ha sempre tenuto a sottolineare di non avere tessere di partito e ha sempre rimarcato di essere “l’unico vero candidato civico”, blasone pochi mesi fa assai spendibile e frendly, oggi però destinato a un repentino declino.
La sua Giunta, più volte rimaneggiata, e anche la sua maggioranza, sono state sempre aperte all’ingresso di esponenti dell’altra sponda, secondo una visione post-ideologica e trasversale della politica. E ancora: il nuovo presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, esponente del centrodestra, ha conferito a Di Pangrazio un incarico che lo porta a diventare una sorta di “super manager” dell’amministrazione.
Si potrebbe obiettare che ad Avezzano incomba ancora lo spettro dell'”anatra zoppa” e l’ipotesi di un clamoroso ribaltamento dell’esito del voto amministrativo. A febbraio il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi definitivamente sul ricorso proposto dal sindaco attuale, Gabriele De Angelis, e alcuni consiglieri, contro la sentenza del Tar, a oggi “congelata”, che ha assegnato alla coalizione guidata da Di Pangrazio 13 consiglieri.
In caso di sentenza favorevole al centrosinistra probabilmente si tornerà al voto, con il centrodestra ancor di più con il vento in poppa, o più prosaicamente De Angelis troverà in Consiglio esponenti dell’opposizione pronti a passare dalla sua parte armi e bagagli, tenedosi stretto il seggio tanto faticosamente conquistato pochi mesi fa.
Una ragione in più, per l’ex sindaco, per sparigliare le carte e salire sul treno per Roma, quello che sia. Iin linea di principio Gianni rischierà di ritrovarsi come avversario politico in Parlamento proprio il fratello Giuseppe. Sulla sua candidatura non c’è più nessun dubbio. Almeno per il diretto interessato.
“Mi hanno chiesto di scendere in campo al primo posto nel listino proporzionale”, ha dichiarato solo pochi giorni fa a questo giornal eDi Pangrazio, aggiungendo che “se proprio dovessi, chiederei di essere candidato in uno dei collegi uninominali perché il consenso elettorale bisogna misurarlo con le singole preferenze, non nelle liste bloccate”.
In molti nella Marsica si chiedono poi quale saranno le mosse di Piccone. A fine novembre ha dato il suo addio ad Alternativa popolare, e si è iscritto al gruppo misto della Camera. Non escludendo, anzi puntando a tornare da dove era partito, ovvero in Forza Italia, di cui è stato consigliere regionale e poi coordinatore regionale.
Piccone sta lavorando insomma, a una candidatura ma, come detto, i pretendenti sono tanti e molto poco disposti ad accogliere festanti un figliol prodigo ambizioso e competitivo.
Nel già intricato dedalo delle grandi manovre pre-elettorali, si evolve ulteriormente la già arzigogolata parabola politica del sindaco di Canistro Di Paolo. Ex Udeur, ex Dc, è stato assessore ai Lavori pubblici nella Giunta di centrodestra guidata da Gianni Chiodi, è poi passato con la legislatura in corso nell’opposizione di centrosinistra.
Ha provato poi senza riuscirci a candidarsi con Luciano D’Alfonso, ed è diventato coordinatore di Centro democratico, che apoggia il centrosinistra in Regione. Ora Di Paolo, con un coupe de theatre, è tornato nel centrodestra, aderendo a Idea di Quagliariello, eletto nel 2013 in Abruzzo con il Popolo della libertà e poi transitato al Nuovo centro destra e, quindi, al gruppo Grandi autonomie e libertà e che ora lavora di gran lena a costruire la “quarta gamba” moderata e liberale della coalizione di centrodestra.
“Molti mi seguiranno per rafforzare la proposta moderata del centrodestra – ha commentato Di Paolo anuciando l’ingresso in Idea – ritengo fallita l’esperienza del centrosinistra abruzzese”. Parole che per molti sono suonate come un esercizio di riscaldamento in vista dell’agone elettorale.
Infine i soliti bene informati assicurano che nella Marsica è pronto a scendere in campo per Forza Italia anche il consigliere regionale Emilio Iampieri, presidente della commissione speciale immigrazione, edotto in una delle materie che, c’è da scommetterci, sarà uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale. Iampieri rivendica il merito di aver contribuito alla vittoria del sindaco De Angelis, recuperando una situazione che solo pochi mesi prima del voto di Avezzano, era disperata, con il partito degli azzurri lacerato al suo interno e dato come spacciato.






