CHIETI – Si aprirà il prossimo 5 gennaio, la stagione di Prosa 2011 del teatro Marrucino di Chieti: di scena, tra l’altro, “Bene mio, core mio” di Eduardo De Filippo con Lunetta Savino, una delle proposte di Prosa Classico la cui direzione artistica è stata affidata a Sabatino Ciocca.
A seguire il cartellone proporrà, “Scene da un matrimonio” di Igmar Bergman il 15 e 16 gennaio; il 29 e 30 gennaio “La musica dei ciechi” di Raffaele Viviani per concludere il 19 e 20 marzo con “La Locandiera” di Carlo Goldoni il 19 e 20 marzo.
In tutto otto gli appuntamenti legati ai nomi di grandi autori ma anche di attori come Gian Marco Tognazzi e Daniele Pecci.
“Ormai il Marrucino è ripartito in tutte le sue componenti – ha detto il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, durante la conferenza stampa di presentazione – dopo il concerto di fine anno, ripartirà anche la stagione di prosa. Anche in questo caso i fondi sono interamente del Comune”.
“La Provincia – ha aggiunto – dal canto suo ha promesso un contributo mentre speriamo anche nel sostegno della Regione. È chiaro che c’è bisogno del contributo di tutte le istituzioni per far tornare il Marrucino quello che è stato. L’anno prossimo struttureremo meglio l’aspetto economico del Marrucino e sono convinto che ci riusciremo”.
Nell’ambito della stagione di Prosa ci sarà spazio anche per il Teatro contemporaneo, curato da Stefano Angelucci Marino che, dal 20 gennaio al 3 maggio, proporrà cinque rappresentazioni oltre che per il Teatro Ragazzi, il Teatro Dialettale e un ritorno ovvero il cabaret curato da Ivaldo Rulli.
Da domani si aprirà la campagna abbonamenti. “È evidente lo sforzo che ha fatto l’amministrazione per salvare e rilanciare il Marrucino – ha detto il senatore Fabrizio Di Stefano, che è consigliere comunale con delega al Marrucino. Ringrazio tutti quei volenterosi che ci hanno consentito i risultati insperati in questo anno. Adesso ripartiamo con delle novità”.
“Innanzitutto – ha concluso – si riparte con l’accordo con l’Atam mentre a gennaio presenteremo la stagione concertistica e sinfonica. Essendo riusciti a salvare il titolo di Teatro di Tradizione e quindi i finanziamenti statali, ci riproiettiamo per la prossima stagione con la consapevolezza che possiamo riportare a Chieti la qualità”.






