SANTA MARIA IMBARO – Doccia fredda per i dipendenti dell’istituto di ricerca Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro (Chieti).

L’atteso piano di risanamento illustrato oggi ai sindacati prevede un esubero di 60 persone sui circa 200 addetti (tra i 110 con contratto a tempo indeterminato e gli altri co.co.pro e borsisti).

Alla notizia dei probabili licenziamenti, i sindacati hanno abbandonato la trattativa e i dipendenti per protesta hanno deciso di incatenarsi ai cancelli della sede dell’istituto. La plateale protesta è poi cessata in tarda mattinata, ma lo stato di agitazione permane.

Il Mario Negri Sud ha accumulato negli anni un passivo di circa 4 milioni di euro che neanche la trasformazione in fondazione (con tre soci al 33%, Mario Negri di Milano, Provincia di Chieti e Regione) è riuscito a limitare.

Per quanto riguarda l’apporto della Provincia di Chieti, si pensava che la trasformazione in fondazione avrebbe fatto sì che l’ente arrivasse a donare l’immobile di proprietà in cui si trova l’istituto di ricerca, che avrebbe potuto sfruttare la donazione come garanzia con gli istituti di credito.

La Provincia, però, non ha potuto portare a termine la donazione e ha deciso per l’usufrutto gratuito.

Si era parlato comunque di un piano di risanamento e di rilancio e oggi c’era la prima riunione per l’illustrazione del piano.

Lunedì 7 aprile in Provincia si terrà il Consiglio provinciale interamente dedicato alla questione chiesto dai gruppi d’opposizione di centrosinistra, che da tempo, con il capogruppo Pd Camillo D’Amico in testa, criticano l’operato dell’amministrazione provinciale su questo argmento.