PESCARA –  È un giallo quanto accaduto nel cuore d’estate al mare di Pescara.

I valori dei colibatteri registrati negli esami effettuati dall’Arta al depuratore di Fosso Pretaro il 19, 24 e 25 agosto scorsi sono nella norma, l’impianto funziona.

Spariti dalla sera alla mattina, dunque, i livelli record degli inquinanti registrati a marzo e a luglio.

Occhi puntati, a questo punto, su scarichi abusivi che possano aver compromesso la balneabilità tra il capoluogo adriatico e Francavilla: in questo senso si sta orientando il lavoro della Procura di Chieti che ha aperto una inchiesta sulla vicenda.

Non sembrano inoltre esserci correlazioni, secondo un report effettuato dall’Arta che mette a confronto gli esami del depuratore con quelli del mare dal 2013 ad oggi, tra i due tipi di inquinamento del depuratore e del mare.

Nel 2013 infatti c’erano emissioni di escherichia coli dal depuratore mentre le acque del mare risultavano balneabili, ribaltata la situazione registrata l’anno successivo.

Esclusa anche la condotta sottomarina collegata al depuratore che sfocia a due chilometri dalla costa, nella quale l’Aca aveva scoperto una piccola falla, resta in piedi la sola ipotesi di scarichi abusivi da parte di privati.