L’AQUILA – “Se la qualità delle acque balneabili in Abruzzo è quella che è, la responsabilità è della giunta del centrodestra che ci ha preceduto, e che per anni ha fatto ben poco”.
E’ andato al contrattacco l’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca, uno degli auditi di oggi in Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo, convocata per fare chiarezza su eventuali responsabilità della Regione, che ha il compito di monitorare la qualità delle acque, in occasione degli sversamenti di 25 mila metri cubi di liquami nel tratto di mare antistante via Balilla a Pescara, dovuto alla rottura di una vecchia condotta fognaria provvisoria, avvenuta il 28 luglio. Non si è fatta però attendere la replica dell’ex presidente Chiodi, che invita Mazzocca a “prendersela con se stesso”, e a “bastonare il gestori”.
Assieme a Mazzocca sono stati ascoltati anche la dottoressa Carla Granchelli della Asl di Pescara, che ha negato che si siano o verificati aumenti di patologie legate all’inquinamento delle acque balneabili, Mario Amicone, direttore generale dell’Agenzia regionale tutela ambientale (Arta), e Giovanni Damiani, il suo direttore tecnico, l’ amministratore unico dell’Azienda consortile acquedottistica (Aca) Vincenzo Di Baldassarre, che hanno assicurato sulla correttezza dell’operato dei loro rispettivi enti, prima, durante e dopo l’emergenza.
Il presidente della Commissione vigilanza Mauro Febbo, di Forza Italia, ha annunciato a fine seduta che sarà convocata una seconda audizione, una volta studiato a fondo la gran mole di documentazione consegnata dagli auditi, in primis un corposo dossier fatto redarre da Mazzocca. Febbo si è comunque detto “parzialmente soddisfatto delle risposte ottenute”.
Assente, seppur convocato, il sindaco Marco Alessandrini, sotto accusa per l’ordinanza di divieto di balneazione emessa ma non pubblicizzata, che ha fatto si che cittadini ignari hanno fatto il bagno nel tratto di mare interessato agli sversamenti. ” Alessandrini- ha spiegato Febbo – si è giustificato inviando una lettera in cui spiega che doveva prepararsi ad affrontare il Consiglio comunale straordinario a Pescara proprio sullo stesso tema di oggi pomeriggio”.
Febbo ha annunciato a fine seduta che sarà convocata una seconda audizione.
Assente, seppur convocato, il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, sotto accusa per l’ordinanza di divieto di balneazione emessa ma non pubblicizzata, che ha fatto si che cittadini ignari hanno fatto il bagno nel tratto di mare interessato agli sversamenti.
“Alessandrini- ha spiegato Febbo – si è giustificato inviando una lettera in cui spiega che doveva prepararsi ad affrontare il Consiglio comunale straordinario a Pescara proprio sullo stesso tema oggi pomeriggio. Sarà audito in occasione della prossima commissione”.
Primo a parlare è stato l’assessore regionale all’Ambiente Mazzocca che si è presentato con un dossier da 600 pagine per dimostrare che “manca una politica regionale di tutela delle acque e balneabilità, ma dal 2011, e solo ora si può parlare di inversione di tendenza”.
“Solo quest’anno – ha detto l’assessore – sono partiti gli appalti per 100 milioni di euro per riparare i depuratori, se c’è qualcuno che deve salire sul banco degli imputati è la giunta Chiodi. II dovere di monitorare non è stato ottemperato dalla precedente giunta e il dossier lo dimostra”.
“La tutela delle acque di Vasto e Pescara – ha aggiunto – non erano contemplate già nella precedente programmazione Fas. Noi stiamo intervenendo sui depuratori delle due città”.
E assolve Alessandrini, “In certe condizioni – spiega – non è facile agire, sfido ogni sindaco a non incorrere in una piccola défaillance. Serve buon senso, basta con le strumentalizzazioni politiche”.
Secondo la dottoressa Granchelli, poi “i dati dei ricoveri e visite in pronto soccorso per patologie legate ad inquinamento non consentono di parlare di aumento patologie legate all’episodio. Abbiamo monitorato tutti i reparti sensibili, come gastroenterologia e dermatologia, e non si registrano aumenti rispetto al periodo luglio agosto 2014. C’e solo un più 1 per cento di ricoveri in pediatria, spiegabile con il caldo superiore alle medie stagionali”.
Ammette però che non è facile monitorare a posteriori gli interventi dei medici di famiglia. Lo si è potuto fare solo in parte.
Damiani ha difeso la scelta dell’uso dell’oxystrong, acido peracetico, per abbattere la carica batterica dello sversamento che l’Agenzia ha autorizzato all’Aca.
“E’ una sostanza – ha spiegato – che non provoca danni alla salute nelle dosi minime utilizzate, a differenza del cloro, siamo fuori dalla grazia di Dio se si dice che i bagnanti hanno subito danni dall’oxystrong. Per decenni si è usato il cloro e non ho mai letto un articolo o dichiarazione di allarme in merito. L’acido peracetico o oxystrong è imposto dalla legge, anche quella regionale, nelle giuste dosi è biodegradabile. Abbiamo prescritto ad Aca di inserirlo a monte nella tubatura, per farlo agire meglio, a mare non è arrivato, ha agito prima”.
L’ amministratore unico dell’Aca Di Baldassarre ha infine spiegato che la sua azienda “è intervenuta in modo tempestivo per minimizzare gli effetti negativi della rottura e della fuoriuscita di liquami, facendo tutto quello che era in suo potere”.
A tirare le somme è stato infine il presidente della Commissione di garanzia Febbo.
“Convocheremo un altra seduta – annuncia – le risposte che per ora ci sono state date non ci soddisfano del tutto, e dovremo analizzare a fondo la documentazione che ci è stata consegnata oggi dalle persone audite”.
“Il nostro scopo – tiene però a sottolineare Febbo – non è cercare responsabilità, a quello ci sta pensando la magistratura, c’è un’indagine in corso. Vogliamo solo capire come evitare in futuro disfunzioni del genere, gli sversamenti di liquami di fine luglio a Pescara hanno provocato infatti un grave danno di immagine ed economico alla nostra regione e al nostro turismo. Dobbiamo avere la certezza che l’anno prossimo nulla di simile si verifichi”.
Infine la replica a Mazzocca, da parte di Febbo, ex assessore all’agricoltura della giunta Chiodi.
“Mazzocca deve preoccuparsi in questa sede di ciò che è di sua competenza. Ma se proprio la vuole buttare in politica gli rispondo che i fondi Fas per realizzare e fare manutenzioni dei depuratori abruzzesi li abbiamo trovati noi, lui si è trovato la strada spianata”.





